Chissà se con i 700mila euro "recuperati" dalla Finanza si sarebbe potuto evitare qualche crollo (e pure qualche polemica) all'interno dell'area archeologica di Pompei Sta di fatto che nelle casse della Sovrintendenza quei soldi c'erano, solo che sono stati utilizzati per pagare lo straordinario a 265 addetti alla vigilanza. I quali erano creditori di un certo numero di ore di straordinario effettuate tra il 1988 ed il 1996. Un bonus, tra l'altro, pure prescritto. Soldi mai avuti fino a quando a qualcuno ha organizzato un corso d'aggiornamento, chiamando tutti coloro che vantavano arretrati. Stando alla Procura di Torre Annunziata, dietro quel corso si celava una vera e propria truffa. Al punto che ieri la Gdf ha proceduto al sequestro di beni per 700mila euro (l'equivalente del danno erariale) a carico di Luigi Crimaco, direttore amministrativo della sovrintendenza, ritenuto il responsabile della frode. Che il dirigente fosse indagato era notizia nota, ma da ieri il quadro si è fatto più chiaro in quanto il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso della Procura che aveva chiesto la misura preventiva sul patrimonio del funzionario (che consiste in un fabbricato a lastrico solare a Pozzuoli, tre immobili e tre terreni a Lugnano inTeverina, provincia di Temi). L'ipotesi investigativa è questa: il corso, finanziato con risorse autonome dell'ente, è stato organizzato fittiziamente, nel senso che gli addetti alla vigilanza di Pompei, Stabia, Ercolano e Boscoreale, hanno effettuato le ore previste dal calendario formativo non in aule apposite ma all'interno degli scavi stessi, per giunta durante l'orario di lavoro; il diritto a ricevere lo straordinario non c'era più dal momento che si era prescritto; mancava l'autorizzazione del ministero, obbligatoria in questi casi; la tempistica del corso sarebbe irregolare perché alcuni avrebbero effettuato più ore di formazione nonostante ci fossero prescrizioni comuni a tutti; gli elaborati non sarebbero mai stati né compilati né corretti. A seguito di minacce di sciopero da parte dei sindacati, Crimaco avrebbe autorizzato, nell'aprile 2006, lo svolgimento dei corsi come escamotage per distribuire le indennità. Anche i 265 dipendenti risultano indagati per concorso nella truffa. Il ministro Bondi ha dichiarato: «Rinnovo la fiducia nell'operato della magistratura e, fino a conclusione delle indagini, desidero salvaguardare l'innocenza delle persone coinvolte. Tuttavia non posso non rilevare come la gestione della sovrintendenza fosse difficile e come il tentativo da parte del Pd e di Idv di addossare al sottoscritto ogni responsabilità sia immotivato e politicamente disonesto».
L'ultima beffa di Pompei: straordinari fasulli per tutti
La Sovrintendenza di Pompei ha utilizzato 700mila euro "recuperati" dalla Finanza per pagare uno straordinario a 265 addetti alla vigilanza. I dipendenti erano creditori di ore di straordinario effettuate tra il 1988 e il 1996. Il bonus era prescritto, ma i dipendenti hanno organizzato un corso d'aggiornamento per ricevere le indennità. La Procura di Torre Annunziata ha indagato il direttore amministrativo Luigi Crimaco, ritenuto responsabile della frode. Il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso della Procura e ha chiesto la misura preventiva sul patrimonio di Crimaco.
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