Ecco l'elenco dei progetti alberghieri sulle Eolie Vulcano Località S. Leonardo Sopraelevazione di un edificio già destinato ad albergo DITTA COSTA SERVICESRL Località Porto Ponente Costruzione alberghiera termale a più edifici a un piano DITTA PIETRO BARBARO Lipari Nuovo edificio a 2 piani DITTA VILLA CORTESE Località Balestrieri Due seminterrati a 2 piani, su terrazze collinari DITTA ISOLE SRI Località Balestrieri Tre edifici a due piani DITTA LO SINNO Località Candali Ampliamento di un edificio storico HOTEL POSEIDON DI S. BASILE Località San Nicola Recupero di 3 fabbricati e ampliamento con 3 edifici AL SARACEN PARK HOTEL Località Capitello Recupero di 7 fabbricati con costruzione di 2 nuovi edifici DITTA ANTONINO RUSSO SALINA Su quella collina lì, dove adesso c'è solo la villa di un famoso avvocato, dovrebbero costruire un residence nuovo di zecca, 15 piccoli appartamenti divisi in tre fabbricati su due piani. E quello invece è Candali, un vallone irto di verde dove scorre un torrente. Lì dietro c'è un albergo vecchio, che dovrebbe allargarsi di altre 12 stanze. Il piccolo porto di Marina Corta è alle nostre spalle, la barca vecchia di 99 anni, un tempo adoperata per trasportare sale scivola lenta sull'acqua immobile. Lipari è bella, vista dal mare. Quella villa che si intravede appena, orlata di glicini, apparteneva a Giuseppe Sinopoli, il direttore d'orchestra scomparso 3 anni fa. Accanto, nel pianoro sulla destra, sarebbe previsto l'allargamento del Saracen Park Hotel: anche qui 12 stanze in più, recupero di tre fabbricati e costruzione di tre nuovi edifici. Con la fantasia provi a immaginare questi dirupi orlati di fichi d'India e ginestre che si trasformano in case, stanze, piscine, campi da tennis, strade. E ti corre un brivido lungo la schiena. E' tardi per arrivare a Vulcano. Lì i progetti prevedono la costruzione di un albergo termale da 65 camere, l'opera più massiccia e contestata. Dopo tre giorni di silenzio, il sindaco di Lipari, Mariano Bruno, racconta la sua verità. Ed è una verità rassicurante, che ridimensiona più che può la portata dello scandalo che sta scuotendo l'assemblea siciliana e mezzo Paese. «Non ci sono ruspe e betoniere pronte a entrare in azione», dice. «La deroga votata giovedì notte ci concede solo la possibilità di esaminare un'altra volta i progetti, ma non concede autorizzazioni: servirà una conferenza dei servizi per valutare la compatibilità delle costruzioni con il piano paesistico». Sindaco, ma se sono già stati bocciati, questi progetti, perché è necessario riesaminarli ancora una volta? «Perché c'è gente che ha investito molto danaro, e ora protesta perché se li è visti bloccare. C'è insomma da valutare più attentamente la situazione, perche c'è una grossa perdita di finanziamenti». Una logica che fa imbufalire molti abitanti di Lipari. Come Silvia Carbone, proprietaria del «Casajanca», piccolo delizioso albergo sul lungomare di Canneto. Che si è vista denunciare penalmente per abuso edilizio per una tenda sulla porta dell'albergo. O come la proprietaria di un bar in paese, denunciata per occupazione abusiva di suolo pubblico per due piante all'ingresso. Insomma, mugugnano molti abitanti, qui l'amministrazione usa il pugno di ferro con i piccoli proprietari e combatte fino a sfiorare il ridicolo per difendere gli interessi dei grandi costruttori. Il sindaco Bruno ripete che si tratta solo di «modesti ampliamenti», nega con decisione che le Eolie corrano il rischio di essere deturpate da una schiera di «ecomostri» e si dice pronto a organizzare una conferenza per chiarire la reale portata dei progetti. «Inviterò anche il ministro Urbani e tutti gli assessori regionali che hanno tuonato contro i piani di sviluppo». Sindaco, ma lei lo sa che il suo assessore all'Ambiente è anche proprietario di una delle strutture contestate? Sospiro, lieve esitazione. «Qui entriamo nel campo dell'opportunità personale... Non posso certo dire ai miei assessori di non fare gli imprenditori, no?». Nello studio di uno dei progettisti sotto accusa ci permettono di dare un'occhiata alle planimetrie dei piani di ampliamento. Visti con l'occhio del profano in effetti non sembrano palazzoni di otto piani: sono strutture basse, quasi tutte con i tetti, ricoperti da prati, e per di più attorniate da alberi e siepi. Che però sono disegnati sulla carta, non reali. Ma allora perchè la sovrintendenza dei Beni Culturali li ha bocciati? Spiegazione dei tecnici: per una serie di incongruenze nelle leggi di tutela ambientale. Faccenda complicata, impossibile da sintetizzare. «Comunque un piano paesistico si può anche rivedere, modificare», dice il sindaco. «Anche se non è detto che tutti i 16 progetti in discussione debbano essere approvati per forza...». A tutto questo gli «Sciara Rann», complesso musicale che canta in lingua eoliana, hanno già dedicato una canzone dai toni epici: «Vogliono affondare il coltello per strappare il manto caro agli dei, che dall'Olimpo si ribellano armandosi di scudi e dardi». Come dire, sarà la natura alla fine a vendicarsi degli scempi che gli uomini vogliono perpetrare.