L'inchiesta dei pm di Torre Annunziata. Bondi: disonesto addossarmi la responsabilità La frode. L'accusa: un sistema per far percepire ai dipendenti il pagamento di arretrati prescritti. L'indagine. Insegnanti invisibili, niente aule, nessuna lezione, nessun esame, nessun test di valutazione NAPOLI Non c'è posto più adatto per organizzare dei corsi di formazione fantasma: gli scavi archeologici di Pompei Insegnanti invisibili, niente aule, nessuna lezione, nessun esame, nessun test di valutazione, orari anche notturni e festivi o che coincidevano con i turni di lavoro dei 265 dipendenti coinvolti nell'indagine. Tutti addetti alla vigilanza presso i siti archeologici della città sepolta dal Vesuvio ma anche a Torre Annunziata, Boscoreale ed Ercolano. Il complicato sistema di frode era stato organizzato per consentire ai dipendenti di percepire il pagamento di arretrati per ore di straordinari che erano già state prescritte. I finanzieri del comando provinciale di Napoli hanno calcolato un danno erariale stimato in circa 700 mila euro. Le indagini che hanno portato alla luce i corsi di aggiornamento fantasma hanno permesso di stabilire che l'attività didattica non era stata autorizzata dal ministero, nonostante fosse obbligatoria. L'idea di istituire i corsi finti nacque nel 2006 dopo un'aspra lotta sindacale e dopo numerose minacce di sciopero dei dipendenti che pretendevano il pagamento di straordinari effettuati tra il 1988 e il 1996. Così, dieci anni dopo, Luigi Crimaco il direttore amministrativo della Soprintendenza archeologica degli Scavi di Pompei, in accordo con le organizzazioni sindacali, autorizzò nell'aprile del 2006 lo svolgimento di corsi di formazione nominando docenti sconosciuti o scegliendoli tra gli stessi dipendenti. Un espediente per nascondere dietro ore di lezione mai svolte, indennità di straordinario che erano ormai prescritte e che sono costate provvedimenti penali sia per Luigi Crimaco, ormai ex direttore amministrativo oggi senza incarichi, che nei confronti di 265 dipendenti per concorso in truffa e peculato ai danni dello Stato. Al manager sono stati sequestrati «per equivalente» un fabbricato a Pozzuoli nell'area Flegrea, tre immobili e altrettanti terreni nel comune di Lugnano in Teverina vicino a Terni, per un valore stimato di circa 700.000 euro, l'equivalente della truffa consumata in danno dell'Ente Scavi. Gli scavi di Pompei sono al centro delle cronache nazionali per una serie di crolli che hanno coinvolto alcune dimore patrizie, così sulla questione dei corsi è intervenuto anche il ministro ai Beni culturali Sandro Bondi: «In relazione alla nuova inchiesta della Procura di Torre Annunziata ha detto il ministro , desidero rinnovare la fiducia nell'operato della magistratura e, fino alla conclusione delle indagini, salvaguardare l'innocenza dei funzionari e delle persone coinvolte. Tuttavia, non posso non rilevare, anche sulla base di queste nuove rivelazioni, risalenti al 1996, come la gestione della sovrintendenza di Napoli e Pompei fosse difficile. E come il tentativo da parte del Pd e del partito di Di Pietro di addossare al sottoscritto ogni responsabilità sia immotivato e politicamente disonesto». Durante le perquisizioni sono stati trovati ad ammuffire, in un deposito, centinaia di compiti scritti che non erano mai stati corretti. La Guardia di finanza di Torre Annunziata, al comando del colonnello Fabrizio Giaccone, ha eseguito il decreto di sequestro dei beni ieri mattina in seguito all'ordinanza del tribunale del Riesame. Il gip aveva infatti rigettato la richiesta della Procura perché aveva ritenuto iniquo il sequestro a esclusivo carico del direttore amministrativo. Non così per il Riesame, in quanto Crimaco viene considerato il responsabile della truffa con la sola complicità dei 265 dipendenti. 265 gli addetti alla vigilanza dei siti archeologici di Pompei coinvolti per concorso in truffa e peculato ai danni dello Stato 700 mila euro Il danno erariale ai danni dell'Ente Scavi calcolato dai finanzieri del comando provinciale di Napoli