Palazzo Pinto. «Dipinti napoletani del Sei e Settecento dal Veneto» è il titolo della mostra curata da Mario Alberto Pavone ed allestita alla Pinacoteca provinciale (fino al 30 gennaio). Il percorso espositivo intende puntare l'attenzione sulla fortuna del barocco napoletano, seguendo le tappe della progressiva affermazione degli artisti napoletani nell'area veneta. Il tutto sulla scorta degli ultimi studi sul collezionismo veneto, che attraverso la rilettura degli inventari delle famiglie nobili, hanno portato a riscoprire l'interesse di collezionisti e committenti per i maggiori interpreti del barocco attivi in ambito meridionale come Luca Giordano, Paolo De Matteis, Francesco De Mura e Francesco Solimena. In mostra 18 grandi opere del Sei e del Settecento, provenienti dai principali musei del Veneto e da collezioni private, tra cui il S. Matteo di Luca Giordano. Museo diocesano. Fino al 6 gennaio, apertura straordinaria del museo diocesano di Salerno dalle 9 alle 13, mentre il primo gennaio ci sarà orario continuato fino alle 19. Il soprintendente per i Beni artistici e storici di Salerno, guidata da Maura Picciau, ha voluto nel corso delle festività natalizie far conoscere ad un vasto pubblico le importanti opere che ne costituiscono il nucleo, tra cui primeggia la preziosa collezione degli avori medievali. Il ciclo salernitano, del XII secolo e raffigurante episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento, costituisce la più vasta e completa raccolta unitaria di tavolette d'avorio del Medioevo cristiano esistente al mondo. Saranno inoltre aperte le sale che ospitano, tra l'altro, la Croce dipinta di Pietro Barliario, la Croce di Roberto il Guiscardo ed un affresco staccato proveniente dalla chiesa di Santa Maria de Lama. Nei giorni feriali, alle 11, si terrà, su prenotazione, una visita guidata al ciclo eburneo, estesa il mercoledì e venerdì anche ai depositi e laboratori del museo. Certosa di Padula. La soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici di Salerno e Avellino, diretta da Gennaro Miccio, aderisce al progetto «CampaniaArtecard Contrasti» della Scabec (Società Campana Beni Culturali) finanziato dalla Regione Campania, che prevede l'apertura delle celle della mostra di arte contemporanea «Le Opere e i Giorni» della Certosa di Padula, il megaprogetto curato da Achille Bonito Oliva, fino al 6 gennaio 2011. Per l'occasione, nei giorni 29 e 30 dicembre 2010 e 2,3,5 gennaio 2011 sarà organizzata una visita guidata al giorno, dalle 11.30 alle 13.30. Il 4 e 6 gennaio le visite guidate saranno due: alle 10.30 e alle 18. Frac. A sanare la grave dimenticanza della sua Napoli è il Frac, il museo regionale di arte contemporanea di Baronissi che ha dedicato a Guido Biasi, artista che ha segnato una delle pagine più alte nel dibattito degli anni Cinquanta, una pregevolissima retrospettiva (fino al 27 febbraio), curata da Massimo Bignardi e Claudia Gennari con una selezione di cinquanta opere che va dal 1953 al 1980: dalle opere nucleari, eseguite a metà del decennio Cinquanta a fianco di Mario Colucci, Mario Persico, Tony Stefanucci, Franco Palumbo - momento documentato da una specifica sezione - a quelle degli anni Sessanta, realizzate dopo il trasferimento a Parigi, dove la sua arte, pittorica e letteraria, si nutre di nuova linfa. Percorso che prosegue con le Mnémothèques, le Muséologies, le Mémoires e i Palimpsest, eseguiti nel corso dei decenni Sessanta, Settanta fino alla morte avvenuta a Parigi nel 1982. Cava de' Tirreni. Mostra del Costume d'epoca a Cava de' Tirreni. Quest'ottava edizione (fino al 31 gennaio, sala convegni Gino Avella, ex Mattatoio, dalle 17 alle 19,30) è dedicata ai Longobardi del Sud. I costumi in mostra, realizzati dalla sartoria teatrale Arianna di Corridonia (Macerata) sono di proprietà dell'Ente culturale «Città Regia» che ha esposto anche i bozzetti del costumista Giancarlo Colis, sulla base dei quali saranno realizzati i nuovi costumi del settore «Sbandieratori e Musici». «Oltre ai costumi di foggia quattrocentesca e seicentesca - spiega Antonella Palumbo - dal 2011 gli sbandieratori indosseranno i costumi risalenti all'epoca longobarda e il gruppo dedicherà il proprio vessillo al principe Arechi». Scafati. «Angelo Casciello. Spazi del mio gesto. Opere 1979-2009» è il titolo della mostra che ha inaugurato il nuovo corso del restaurato Polverificio borbonico di Scafati. Nelle venti sale poste al primo piano e nel cortile del complesso, i curatori Massimo Bignardi e Giuseppe Zampino hanno disegnato un percorso espositivo che, attraverso centodieci opere tra sculture, dipinti, disegni, grafiche e maquette, raccontano la straordinaria esperienza di un artista tra i principali interpreti della contemporaneità.