di Gioacchino Schicchi Il Tar Sicilia ha condannato la Soprintendenza di Agrigento. La vicenda è collegata ad un ricorso presentato da un lampedusano, P.P., 55 anni, che avendo acquistato un immobile pesantemente degradato aveva inoltrato alla Soprintendenza una richiesta di autorizzazione paesaggistica per poter procedere alla demolizione e alla successiva ricostruzione. L'ente, dopo aver richiesto una integrazione dei documento non ha adottato alcun provvedimento, rispondendo solo dopo circa un anno e annunciando un parere sfavorevole alla realizzazione delle opere perchè sull'area interessata dall'intervento edilizio sarebbe stato in corso un procedimento per l'imposizione di un vincolo archeologico di inedificabilità assoluta. L' uomo, difeso dagli avvocati Rubino e Alfieri, ha allora presentato ricorso lamentando l'illegittimità per tardività del parere sfavorevole espresso. Il Tar, ritenendo fondati i motivi di ricorso ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dai difensori, condannando la Soprintendenza anche al pagamento della spese di giudizio inerenti la fase cautelare, circa mille euro. Il provvedimento repressivo dovrà quindi adesso essere riesaminato dal Comune di Lampedusa
Parere tardivo, il Tar condanna la Soprintendenza di Agrigento
di Gioacchino Schicchi Il Tar Sicilia ha condannato la Soprintendenza di Agrigento. La vicenda è collegata ad un ricorso presentato da un lampedusano, P.P., 55 anni, che avendo acquistato un immobile pesantemente degradato aveva inoltrato alla Soprintendenza una richiesta di autorizzazione paesaggistica per poter procedere alla demolizione e alla successiva ricostruzione. L'ente, dopo aver richiesto una integrazione dei documento non ha adottato alcun provvedimento, rispondendo solo dopo circa un anno e annunciando un parere sfavorevole alla realizzazione delle opere perchè sull'area interessata dall'intervento edilizio sarebbe stato in corso un procedimento per l'imposizione di un vincolo archeologico di inedificabilità assoluta. L' uomo, difeso dagli avvocati Rubino e Alfieri, ha allora presentato ricorso lamentando l'illegittimità per tardività del parere sfavorevole espresso. Il Tar, ritenendo fondati i motivi di ricorso ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dai difensori, condannando la Soprintendenza anche al pagamento della spese di giudizio inerenti la fase cautelare, circa mille euro.
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