Confagricoltura "Bene lo sblocco dei fondi europei ma ora servono interventi concreti" «IL settore edile, che rappresenta una delle più significative componenti delleconomia della Sicilia, non riesce più a reggere la gravissima crisi determinata dallassenza di investimenti pubblici, dalla mancata riforma delle norme urbanistiche, dalla mancata programmazione di strumenti operativi demergenza atti ad affrontare la situazione e dal dilagante fenomeno dei ribassi eccessivi nelle gare dappalto». La denuncia arriva dallAnce Sicilia, secondo cui si tratta di una «notifica allintera classe politica siciliana di un preavviso di sfiducia, estremo atto di rispetto formale verso le istituzioni, dopo il quale, in assenza di attenzione e risposte, lintera categoria delle costruzioni si mobiliterà per rimuovere in maniera dura le cause che hanno messo in ginocchio un settore un tempo fiore allocchiello dellimprenditoria siciliana nel mondo». «Dopo quasi un anno di confronti - spiega lassociazione - il governo regionale e lArs non hanno assunto alcuna iniziativa concreta. Nemmeno lultimo disperato appello, notificato lo scorso 13 dicembre al governo, per un blocco degli appalti sottosoglia che si aggiudicano con ribassi addirittura del 53 per cento, ha ottenuto un minimo accenno di risposta». Dal governatore Raffaele Lombardo arriva unapertura: «LAnce ha perfettamente ragione. Per quello che è di nostra competenza sono pronto, a partire da domattina, ad adottare provvedimenti amministrativi per aiutare il settore». Anche gli agricoltori sono sul piede di guerra. «Bene limpegno di spesa dei fondi comunitari, ma tali interventi da soli non bastano per uscire dalla crisi». Lo sostiene la Confagricoltura siciliana allindomani della diffusione della notizia riguardante la percentuale delle somme del Piano di sviluppo regionale già impegnate (68,5) che metterebbe la Regione al riparo dai rischi di disimpegno automatico dei fondi comunitari. Per il presidente Gerardo Diana «si tratta di un ottimo segnale nei confronti di un settore in continua regressione e che, proprio per questa ragione, necessita di altri e più urgenti interventi di tipo strutturale».