«Grazie all'intervento della Fondazione Cassa di Risparmio, che ha acquistato la casa natale di Puccini perchè possa essere riaperta come museo, Lucca ha ora l'occasione di diventare davvero una capitale della musica. Ma bisogna evitare che l'opportunità sia colta e non sprecata, come in passato. Dopo i finanziamenti per il 150 dalla nascita del maestro non si è vista l'iniziativa organica e strutturata che serviva». È soddisfatto, ma anche critico il senatore Andrea Marcucci (Pd), che sprona ora tutti i soggetti interessati a fare davvero sistema: «Trovo assurdo - dice - che non ci sia ad esempio organicità e collaborazione nella produzione del Giglio e del Festival Pucciniano per mettere in piedi un programma che copre tutto l'anno, d'inverno a Lucca e d'estate in Versilia. I due teatri devono essere uniti in un'unica fondazione. Devono poi partire gli itinerari nei luoghi pucciniani, con un biglietto unico che includa ovviamente il museo della casa natale. Più in generale, ora abbiamo tutti gli elementi per capire che Lucca è davvero una capitale culturale e che investire nella cultura non è un costo inutile, ma una straordinaria opportunità di rilancio». Crede che ci sia questa consapevolezza negli enti e nelle istituzioni che devono portare avanti l'impegno? «Mi preoccupa molto la situazione dei Comuni di Lucca e Viareggio, bloccati dalle guerre interne al centrodestra. Visto l'immobilismo, credo che a Lucca in particolare occorresse il coraggio di ridare la parola ai cittadini». Ma esiste un'alternativa concreta e valida per il governo della città? «Bisogna guardare al modello Provincia, che ha prodotto progetti e realizzazioni e adesso, alla luce dell'esperienza e dei risultati di questi primi cinque anni, può assicurare ulteriore slancio nel prossimo mandato. Anche perché in un quadro csoì delicato c'è bisogno di personale esperto e capace. E noi lo abbiamo: come dimostra la giunta Baccelli a Palazzo Ducale, il centrosinistra sa governare e ha tutti i titoli per aspirare alla guida del Comune». I timori per l'avvio della giusta politica sulla risorsa Puccini valgono anche per le Mura? «Lo scenario è lo stesso. Appoggerò in ogni modo le iniziative per i 500 anni dell'inizio dei lavori per la terza cinta, ma occorre subito un tavolo di verifica dei progetti, dei finanziamenti, del coinvolgimento delle istituzioni e dell'imprenditoria locale. Credo che ora più che mai ci sia bisogno della cabina di regia attivata dalla Provincia. Dalla teoria dobbiamo passare alla pratica, coordinando e ottimizzando le risorse di tutto il territorio. Puccini e Mura fanno da battistrada per Lucca capitale, ma sullo stesso piano vanno messe le risorse della Valle del Serchio, terra del bello e del buono. Abbiamo fenomenali biglietti da visita, ora vanno giocati bene». Non ci sono soltanto cultura e turismo tra le risorse del territorio. Nella conferenza stampa di fine anno gli Industriali hanno rivendicato attenzione per il ruolo trainante dell'imprenditoria e severamente bacchettato gli enti locali per i ritardi nelle realizzazioni infrastrutturali e per la burocrazia. Hanno ragione? «Da vendere. L'economia lucchese è sana, sa reagire alla crisi, ha capacità di investimento e sa innovarsi, ha fatto scelte tempestive e intelligenti. Non altrettanto accade per l'utilizzo dei fondi pubblici nei progetti strategici. L'unico che va avanti è quello per il nuovo ospedale, eppure il Comune di Lucca lo avversa. Gli industriali chiedono soprattutto risposte, vogliono un sì o un no per regolarsi. Il rinvio, l'immobilismo è la cosa peggiore per chi deve investire e produrre. Sconcertante e grave è, sotto questo profilo, l'assenza di risposte e di atti per la grande viabilità. Richiamo il ministro Matteoli a tener fede agli impegni e agli accordi sottoscritti. Mancano i soldi? Per altre opere sono stati trovati e, per favore, pensiamo agli assi viari, smettendo con le uscite sul traforo della Tambura. La grande viabilità della Piana è fondamentale per il sistema economico e la qualità della vita nell'intero territorio. Il governo faccia la sua parte».