Mi rallegro per il compimento di un'opera che era nei nostri voti (in senso buono, non certo elettorale) fin da insospettabili epoche, cioè quando la Crl al San Francesco non ci pensava nemmeno (salvo che per motivi devozionali); mi auguro che tutto il complesso non continui ad essere isolato e autoreferenziato ma riesca finalmente a realizzare un virtuoso e proficuo sistema di collegamento con piazza San Francesco e con il popolare quartiere della Fratta, (e quindi con il resto della città storica) in modo che risulti in grado di produrre vantaggi e benefici sociali, economici, culturali e d'immagine a quella parte del tessuto urbano da tempo trascurata. Questo aspetto non può essere marginale e di risulta di un'operazone indubbiamente "generosa" ma abbastanza estranea alla natura e all'importanza dei luoghi circostanti: non basterà quindi aprire una porta per collegare pietosamente tinello e soggiorno. Non si può nascondere che il destino di quella parte di città si gioca anche sul recupero e rifunzionalizzazione della Casa del boia, sul rapporto con il complesso museale sconfitto di Villa Guinigi, sull'uso del recuperato Giardino delle Delizie degli Orti di San Francesco, sul riuso biutifarmistico dell'immobile della vecchia caserma, sul parcheggio del nostro scontento, ed altre, numerose opportunità e necessità d'intervento. Speriamo bene. Nella certezza che Imt nella persona del prof. Pammolli e dei suoi validi collaboratori (specialmente nel settore dei Bbcc) si rendano conto dell'importanza di questo frangente e di questa occasione per il rinnovamento della città, auguro un felice 2011.