PALERMO. «Porterò il caso della legge che autorizza la costruzione di nuovi alberghi alle Eolie di fronte alla Corte Costituzionale. Su questo non ci piove»: è il ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani, ad annunciare l'intervento del governo nazionale contro la norma varata dall'Ars giovedì notte. Una norma che deroga al piano paesistico concedendo (dopo un parere vincolante di una conferenza di servizi da istituire) il via libera a sette progetti a Lipari e uno a Vulcano. E mentre il caso approda sul tavolo del governo Berlusconi, la giunta Cuffaro si trova invece a fare i conti con i malumori di An che con Fabio Granata minaccia la crisi di governo: «Se il governo regionale non blocca la norma Alleanza nazionale esce». La stessa legge che aveva suscitato le ire del ministro per l'Ambiente, Altiero Matteoli, scatena ora la reazione di Urbani. Il titolare dei Beni culturali è convinto che la norma abbia vizi di legittimità costituzionale: «L'articolo 9 della Costituzione parla chiaro. C'è un obbligo preciso che impone di tutelare il patrimonio e questo obbligo riguarda l'intero territorio della Repubblica, incluso quello delle Regioni a statuto speciale. Altre Regioni che godono di autonomia hanno fatto riferimento alla legislazione nazionale in materia di tutela del paesaggio. Avanzerò al Consiglio dei ministri la mia proposta di ricorso alla Corte costituzionale». Urbani si dice certo che questa legge causerà la cancellazione delle Eolie dalla lista dei siti dichiarati dall'Unesco patrimonio dell'umanità, precisa di non voler mettere in discussione l'Autonomia della Sicilia ma commenta: «Un bene straordinario come il paesaggio non può essere massacrato in nome dell'Autonomia». Il ministro parla poi di «stupidi autolesionismi» e dice di credere ancora possibile una soluzione non traumatica: «Mi auguro che si arrivi a un accordo. Nei prossimi giorni incontrerò i vertici del governo regionale e li solleciterò anche ad adottare subito il nuovo Codice del nostro ministero». Da Palermo l'assessore al Territorio Francesco Cascio (di Forza Italia come Urbani) precisa che «tornare indietro ora è impossibile, ma secondo me il ministro è male informato, si può risolvere tutto amministrativamente bocciando i progetti in sede di conferenza di servizi». Ma un altro ministro, Gianni Alemanno (Agricoltura) ribadisce la contrarietà di An alla legge e ritiene che «non si può rischiare di fare uscire le Eolie dalla lista dei siti dichiarati dall'Unesco patrimonio dell'umanità, per questo siamo convinti che ci sarà una revisione della legge regionale. Sono convinto che il presidente Cuffaro riuscirà a rivedere la situazione e a dare risposte adeguate alle sensibilità ambientali, culturali e turistiche». Intanto in Sicilia An alza il livello dello scontro. Già all'indomani del voto l'assessore al Turismo Fabio Granata aveva detto che «si è aperto un problema serio nel governo». Ieri ha rilanciato: «Al di là di "acrobatiche" analisi su errori al momento del voto, resta un problema politico ineludibile: o si ferma la norma o Alleanza Nazionale esce dal governo Cuffaro. Dopo anni di tutela rigorosa del territorio ci ritroviamo di nuovo, per responsabilità individuabili, ad essere additati come cementificatori e abusivisti». Più cauto l'atro assessore di An, Raffaele Stancanelli: «Ho votato contro la legge e spero che il Commissario dello Stato la impugni. In alternativa il governo dovrà fare valere la sua linea di contrarietà ai nuovi alberghi all'interno della conferenza di servizi. Se questo non avverrà, allora An dovrà trarre le conseguenze».
Nuovi alberghi alle Eolie. Urbani: il governo ricorrerà alla Consulta
Il ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani, ha annunciato che il governo nazionale si oppone alla legge regionale che autorizza la costruzione di nuovi alberghi alle Eolie di fronte alla Corte Costituzionale. La legge deroga al piano paesistico e concede il via libera a sette progetti a Lipari e uno a Vulcano. Urbani afferma che la legge ha vizi di legittimità costituzionale e che il governo nazionale avanzerà un ricorso alla Corte costituzionale. Il ministro è convinto che la norma abbia un impatto negativo sul patrimonio culturale e ambientale delle Eolie, che sono stati dichiarati patrimonio dell'umanità dall'Unesco.
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