La Regione chiede al governo un commissario per i rifiuti Montino: "Il primo cittadino abdica al suo ruolo". Storace: "Le province hanno già dato" Per il Campidoglio, lalternativa alla discarica di Malagrotta non può essere individuata nellarea del Comune di Roma. È questo il contenuto di uno studio che analizza i possibili siti idonei per ospitare una nuova discarica e che ieri Gianni Alemanno ha fatto recapitare a Renata Polverini. Due giorni fa un faccia a faccia tra sindaco e presidente della Regione aveva certificato le distanze e la complessità del problema. Con Alemanno a giocare in contropiede: «Del sito alternativo a Malagrotta se ne occuperà la Regione». Poi, ieri, la relazione ufficiale che «notifica la non esistenza di aree idonee allinterno del territorio comunale per la realizzazione di nuovi impianti integrati per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani provenienti dalla raccolta della Capitale». Così, alla vigilia della fine dellanno in cui sarebbe dovuto emergere il nome del luogo alternativo che avrebbe consentito la definitiva chiusura di Malagrotta, lunica cosa certa è che «la palla passa alla Regione», come ha spiegato ieri la Polverini. Che, come primo passo, ha avuto un incontro a Palazzo Chigi con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta: «A lui - spiega la governatrice - ho comunicato lavvenuta notifica da parte del Comune di Roma di questa sua posizione. A Letta ho comunicato che la competenza da questo momento è regionale, chiedendogli rassicurazioni nel caso in cui si ravvisasse la necessità di avere una procedura di commissariamento durgenza, in particolare per Malagrotta, della quale adesso abbiamo la gestione». Alemanno si dice soddisfatto: «Condivido il passo compiuto dalla governatrice. Comè stato documentato dal nostro studio è molto difficile individuare questo sito nellambito di Roma Capitale senza creare gravissimi danni ambientali, urbanistici e sociali». Poi, il sindaco consiglia di prendere in considerazione anche il «territorio della provincia». E per questo «è necessario adottare procedure durgenza per ridurre al minimo lulteriore proroga dellutilizzo di Malagrotta», in questa situazione già dal 2003. In attesa che la Regione prenda una decisione, però, monta la polemica. Sul banco degli imputati, per tutta lopposizione, dal Pd allIdv, dai Verdi a Sel, è il sindaco di Roma. Che ingaggia un botta e risposta con Esterino Montino, capogruppo dei democratici alla Pisana: «Quello di Alemanno è un fallimento politico e personale: abdica al suo ruolo e scarica ogni responsabilità sulla Regione», dice Montino. Risponde il sindaco: «Quello di Montino è un delirio. Per anni, dalla sinistra non è venuta nessuna soluzione per Roma». Vannino Chiti, vicepresidente del Senato, sostiene che la vicenda di Malagrotta «certifica la resa di Alemanno». Gianluca Peciola di Sel accusa il sindaco di «sottrarsi alle sue responsabilità». LIdv avverte che «il rischio Napoli è dietro langolo». La polemica poi si sposta sulle alternative a Malagrotta. Astorre, DAnnibale e Ponzo, del Pd, attaccano: «La Provincia non è il cassonetto di Roma». Per Fabio Melilli, presidente della Provincia di Rieti, «Alemanno si tiene gli onori e scarica gli oneri». E un giudizio critico arriva anche da Francesco Storace, leader della Destra: «Alemanno capisca che i rifiuti di Roma non possono essere scaricati altrove. Le province hanno già dato».