"Rischiamo di finire come Napoli" Appello a Berlusconi e Napolitano La base di partenza sarà proprio quel documento con cui il Comune di Roma prova a liberarsi di un pesante fardello: individuare un sito alternativo a Malagrotta. La presidente della Regione Renata Polverini ieri ha battezzato un tavolo tecnico «che lavorerà per creare le condizioni per una discussione sulla questione rifiuti che ormai è passata nelle nostre mani». La parola dordine è «coinvolgimento». Delle opposizioni, sintende, perché la Polverini ha promesso che nei prossimi giorni incontrerà il capogruppo Pd Esterino Montino. Ma intanto il tavolo tecnico (composto dai direttori del dipartimento del territorio, infrastrutture e rifiuti, dellambiente e dellurbanistica) rilegge quello studio effettuato dal Campidoglio col quale chiede più di una mano alla Regione. Una mossa che si è resa possibile con la creazione di un super Ato regionale (ambiti territoriali ottimali che si occupano della gestione dellacqua e dei rifiuti) e col passaggio da 6 a 5 sub Ato, coincidenti con le 5 province laziali. Così, ora anche i rifiuti di Roma rientrano nellautosufficienza prevista per la sua provincia. Unopportunità per Alemanno che ha demandato alla Polverini la soluzione del problema. Il documento del Campidoglio esclude otto macroaree situate nel territorio comunale: dalla Barcaccia a Pantano, da Fonte di Papa a Santa Colomba passando per Vivaro, Marcigliana, Monte della Chiesola, Pantano Monastero, Mastaccio, Castel di Guido, Castel Malnome, Monte Carnevale, Valle Galeria, Fosso Galeria, Ponte Malnome, il Quartaccio. A questi si aggiungono anche i siti di Procoio, Monte di Massa, Santa Palomba e Porta Medaglia. Lanalisi ha tenuto conto degli aspetti ambientali, idrogeologici, di difesa del suolo e territoriali. Però da qui si partirà e anche questi siti verranno riconsiderati dalla Regione. Ma ieri è stato anche il giorno di chi ha provato ad anticipare (e stoppare) possibili alternative a Malagrotta. Trenta sindaci della Provincia di Roma hanno scritto a Napolitano e Berlusconi, avvertendo che «anche qui può ricrearsi un caso Napoli». Per il capogruppo del Pdl Luca Gramazio, dietro la lettera cè lo «zampino di Zingaretti». Ma la priorità, per ora, è dire no. Come fa anche Alemanno che ieri ha voluto precisare che «lalternativa a Malagrotta non può essere il sito di Monti dellOrtaccio, che si trova di fronte alla discarica e che è di proprietà dello stesso imprenditore». (m.fv.)
LAZIO - Trenta comuni dellhinterland scrivono al Capo dello Stato. Rebus sui siti alternativi alla discarica
La presidente della Regione Renata Polverini ha creato un tavolo tecnico per discutere la questione dei rifiuti in Roma. Il Comune di Roma ha proposto di individuare un nuovo sito per la discarica di Malagrotta, che è considerata un problema ambientale. La Regione ha proposto di coinvolgere le opposizioni nella discussione. Trenta sindaci della Provincia di Roma hanno scritto a Napolitano e Berlusconi, avvertendo che anche qui può ricrearsi un caso Napoli. La priorità è dire no all'alternativa proposta. Il sito di Monti dell'Ortaccio, di fronte alla discarica, è stato escluso dalla lista dei siti da considerare. La Regione ha creato un super Ato regionale per gestire l'acqua e i rifiuti.
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