LASSEMBLEA dei soci del teatro pubblico Trianon Viviani ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione. La Regione, socio di maggioranza, ha designato come presidente Luigi Maria Rocca, commercialista, e membro del consiglio Antonio Coviello, docente della facoltà di Economia alla Seconda università di Napoli. La Provincia, socio di minoranza, ha nominato come proprio rappresentante Luigi Rispoli, presidente del consiglio provinciale. «Si deve proporre una mission ben definita - ha detto Rispoli - che è quella della rivalutazione del teatro musicale e della canzone napoletana, recuperando questo genere in tutte le sue espressioni sin dalle origini. Né Caldoro né Cesaro hanno mai pensato - ha aggiunto di voler chiudere il teatro di Forcella, si trattava semplicemente, soprattutto per la Provincia, di trovare una formula che consentisse allente di poter continuare a far parte del progetto». Il consiglio di amministrazione ha adesso il compito di risanare lazienda che ha un buco di 2,7 milioni di euro e non ha programmazione. Lidea è di riconvertire e realizzare il teatro della canzone napoletana per il turismo e per il tempo libero. Il piano industriale dovrà specificare per chi viene costruito e a chi si rivolge. La presenza di Rispoli ha anche un altro significato. La Provincia aveva deciso di dismettere la sua quota e aveva lanciato un bando di gara per mettere la sua partecipazione sul mercato. Ora, invece, entra nel cda con lintenzione opposta, quella di rilanciare. La nomina del direttore artistico ci sarà in seguito, anche se ci sono state le autocandidature di Pino Moris e poi di Peppino di Capri.
NAPOLI - Teatro Trianon Viviani, nominato il nuovo cda
Il Consiglio di Amministrazione del Teatro Pubblico Trianon Viviani è stato nominato. La Regione ha designato Luigi Maria Rocca come presidente e Antonio Coviello come membro del consiglio. La Provincia ha nominato Luigi Rispoli come proprio rappresentante. Rispoli ha proposto una missione per la rivalutazione del teatro musicale e della canzone napoletana. La società ha un buco di 2,7 milioni di euro e non ha programmazione. Il piano industriale dovrà specificare chi viene costruito e a chi si rivolge. La Provincia aveva deciso di dismettere la sua quota, ma ora entra nel cda con l'intenzione di rilanciare. La nomina del direttore artistico sarà in seguito.
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