Le città e i paesi lamentano di non potersi sviluppare ma non è vero. Cè da sempre spazio per crescere La legge lombarda difende la destinazione agricola: non potendo aggirarla, temo che la cambieranno Architetto Gianni Beltrame, lei è uno dei padri fondatori del Parco Sud, avendo contribuito con il centro studi Pim a progettare lassetto urbanistico dellarea. La Provincia e il Parco Sud (entrambi presieduti da Guido Podestà) hanno dato lok al Pgt del Comune di Milano anche per le aree cittadine incluse nel parco. «In realtà, il via libera è condizionato al rispetto da parte di Milano degli accordi di programma che la Provincia farà con la Regione e lo stesso Comune sulle aree milanesi del Parco Sud con i cosiddetti Pcu, Piani di cintura urbana. Insomma, la Provincia dice diplomaticamente al Comune: ti ascoltiamo ma decidiamo noi». Per il Parco Sud è una garanzia? «No, perché Provincia, Comune e Regione sono intenzionati a smantellare il Parco Sud, costruendo dove la programmazione precedente non lo prevedeva. Un obiettivo non dichiarato ma ciò non toglie che il Pgt sia pensato con questa finalità, tanto che affida lurbanistica alliniziativa privata degli immobiliaristi». Anche nel Parco Sud? Senza che si possa evitare? «Un ostacolo cè e non è cosa da niente. La legge regionale 12 sullurbanistica dice in modo esplicito che sulle aree agricole non si può costruire». Quante aree sono classificate come agricole nel Parco Sud? «Secondo la nostra strategia originaria, tutte. Tranne i 61 Comuni inclusi nel perimetro del parco e una ragionevole area limitrofa di espansione. Quando i Comuni del parco lamentano di non potersi sviluppare, drammatizzano in modo scorretto la situazione. Lo spazio per crescere cè». La legge regionale 12 è una garanzia sufficiente? «Poiché aggirarla è impossibile, temo che la modificheranno. Oppure si inventeranno qualcosaltro ma non si arrenderanno». Nessuno più difende il Parco Sud? «Carlo Petrini ha capito limportanza di salvaguardare le ultime aree agricole in ambito metropolitano. Aree uniche, perché non ne restano altre. E storiche. La loro destinazione agricola non fu una nostra invenzione, lhanno avuta per secoli. Finché non sono saliti al potere i cultori del cemento». Eppure Comune e Provincia parlano spesso di degrado del Parco Sud. «Il degrado riguarda aree marginali nel territorio di Milano. È causato scientificamente da grandi proprietari come Ligresti, Cabassi e Paolo Berlusconi. Attraverso contratti agricoli brevi si rende precaria la vita delle aziende, che investono meno». Il Comune ha sempre assicurato che nel Parco Sud non si costruisce, gli indici edificatori generati nel parco andranno usati in altre aree. Lopposizione si è battuta su questo. «Il centrosinistra non ha capito che, una volta accettato lindice di edificabilità, il guaio è fatto. Poi non ha senso cercare di abbassarlo, sulle aree agricole lindice devessere zero. Così i proprietari si rassegnano e lagricoltura torna a respirare. So bene che lattribuzione di un indice è alla base dello scambio con cui le aree del Parco Sud vengono cedute al Comune, in cambio della possibilità di edificare altrove. Ma perché il Comune dovrebbe acquisire le aree? Certo non si metterà a fare lagricoltore, le farà deperire e poi ci costruirà o farà costruire a qualche immobiliarista».