La Frascaroli: bene il bando, ma ora trasparenza fino in fondo Si rendano pubbliche le 39 candidature giunte in risposta allavviso pubblico pubblicato dal Teatro Comunale. A chiederlo al Commissario e alla Fondazione è Amelia Frascaroli, candidata alle prossime primarie del centrosinistra. Nei giorni scorsi il consigliere damministrazione del Comunale Giorgio Forni aveva difeso la strada del bando come mezzo per «democratizzare» la scelta del successore a Marco Tutino. Rino Maenza, rappresentante del governo nel cda, aveva risposto invece che mai come questa volta ha «ricevuto tante segnalazioni, indicazioni da politici di tutti gli schieramenti, almeno una quindicina». Ieri Amelia Frascaroli è intervenuta chiedendo che la strada intrapresa garantisca realmente la trasparenza della scelta. «Se le candidature alla sovrintendenza del Comunale "rivelano opportunità impensabili", come afferma Forni - scrive la Frascaroli in una nota - è giusto che la città intera ne abbia conoscenza, è doveroso che esse non rimangano dominio di un ristretto gruppo di persone: il Commissario, i consiglieri damministrazione, la commissione». E prosegue: «Si dia la possibilità ai bolognesi di conoscere la posta in gioco di questa difficile partita. Non si abbia paura di confrontarsi con la città che ha dato vita alluniversità più antica dEuropa». La Frascaroli si riallaccia anche a Sebastiano Vassallo, che ieri sulle pagine di Repubblica, giudica «appropriata» la scelta del bando e piuttosto incita a indirizzarsi verso un «candidato capace di garantire al tempo stesso la qualità della programmazione e la sua sostenibilità finanziaria». Accogliendo questo invito Amelia Frascaroli, convinta - si dice - «che una volta intrapresa la strada del bando, non si debba metterla in discussione ora», chiede che le candidature giunte alla scadenza dei primi di dicembre siano tutte rese pubbliche. E contro eventuali obiezioni sulla necessità di privacy, infine risponde: «Sono convinta che chi partecipa a un avviso pubblico per un incarico di tanto grande visibilità, comè quello del sovrintendente, non abbia ragioni per non svelarsi alla città né remore».