Ma lex direttore degli Scavi si difende "Ci fu un accordo sindacati-ministero" "Roma teneva sotto controllo la situazione a causa dei continui scioperi" "Per quanto ne so i corsi furono realizzati. Delegai la loro esecuzione ai responsabili" Dottor Crimaco, il ministero dei Beni culturali era a conoscenza della grave crisi che riguardava Pompei? «La vicenda del pagamento degli straordinari e le relative rivendicazioni sindacali è stata causa di continue frizioni fin dai primi anni Novanta, determinando scioperi e assemblee sindacali con gravissimo disagio per i visitatori degli scavi. Per quanto è a mia conoscenza fu per questo motivo che nel mese di luglio del 2004 presso la sede neutra del Castel dellOvo fu assunto un accordo fra le sigle sindacali e rappresentanti del ministero e della Soprintendenza regionale, con il quale si stabilì che il ministero avrebbe provveduto a retribuire gli straordinari che non erano prescritti e che, con riferimento a quelli prescritti, si sarebbe ripresa una trattativa sul tavolo locale di Pompei, per definire le soluzioni alternative in base al principio etico del diritto al compenso delle prestazioni effettivamente rese. Non fui parte di questaccordo perché assunsi concretamente le mie funzioni di direttore amministrativo solo nellaprile del 2005». Il ministero sapeva della sua decisione di optare per i corsi di formazione per giustificare il pagamento degli straordinari arretrati? «Allepoca dei fatti la Soprintendenza di Pompei aveva una completa autonomia gestionale per cui formalmente non era necessario informare il ministero delle modalità di definizione dellaccordo. Daltro canto nel luglio del 2004 si era espressamente delegato a tal fine un tavolo di trattative a livello locale. È evidente, però, che il gravissimo disagio che si determinò per i turisti che affollavano gli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano a causa dei continui scioperi ed assemblee indette dai sindacati, determinò un costante monitoraggio del ministero». Se non avesse scelto lescamotage dei corsi, cosa sarebbe successo? Avrebbe provocato comunque un danno erariale? «Ovviamente non posso dire cosa sarebbe successo, posso solo ipotizzare che, a fronte dellimpegno assunto a livello centrale nel luglio del 2004, una mia eventuale inerzia avrebbe potuto espormi ad un iniziativa giudiziaria per danno erariale per non aver impedito che quella situazione continuasse a protrarsi. Sul punto voglio specificare che i corsi non possono essere definiti un escamotage. Ed infatti, tenuto conto delle pretese dei sindacati, tale soluzione era sicuramente la più proficua per la Soprintendenza in quanto avrebbe garantito una maggiore qualificazione dei dipendenti a prescindere dalle ragioni sottese allaccordo. Peraltro riuscii a ottenere anche unora in più di apertura dei siti fino al successivo 31 luglio. Daltro canto la definizione dellaccordo con i sindacati fu ritenuta da tutti, mass media compresi, un successo dellamministrazione». Qual è stato il suo vantaggio nellelargire indebite indennità? «Solo dieci mesi di tribolazioni». Chi decise che gli straordinari oramai prescritti andavano comunque elargiti? «Ritengo che la decisione fu assunta prima che io assumessi lincarico a Pompei». Perché i corsi non sono mai stati eseguiti? «Per quanto è a mia conoscenza i corsi furono correttamente realizzati secondo le modalità stabilite nellaccordo. In ogni caso io delegai i vari responsabili dei servizi alla loro esecuzione. Sono convinto che la mia assoluta buona fede sarà presto riconosciuta dallautorità giudiziaria del cui operato ho la massima fiducia». (i.d.a.)
NAPOLI - Crimaco ricostruisce la vicenda degli straordinari arretrati e prescritti. Il suo legale ricorre in Cassazione
Il direttore degli Scavi di Pompei, Dottor Crimaco, si difende contro le accuse di aver evitato il pagamento degli straordinari agli addetti agli scavi. Ha affermato di aver ottenuto un accordo con i sindacati nel 2004, che prevedeva il pagamento degli straordinari arretrati e la definizione di soluzioni alternative per i dipendenti. Ha anche affermato di aver delegato la gestione dei corsi di formazione ai responsabili dei servizi. Il direttore sostiene che il ministero dei Beni culturali era a conoscenza della crisi e che il suo inerzia non avrebbe evitato un danno erariale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo