Magari ci riusciranno anche, consapevoli, però, che il loro sacrificio potrebbe non bastare a salvare il soldato Sandro Bondi, ministro dei Beni Culturali pronto a dimettersi. Comunque sia, il presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri, e il collega della Camera, Fabrizio Cicchitto, hanno chiesto un incontro al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, per chiedergli direttamente ciò che non ama sentirsi dire: «apri la borsa». Obiettivo dichiarato dei due presidenti il rifinanziamento del Fus (Fondo unico dello spettacolo), «alleggerito» di 150 milioni da Tremonti, maggiori risorse per le forze dell'ordine, in modo da sbloccare e gli straordinari e varare i provvedimenti approvati dal Parlamento e, infine, l'editoria, anche se la battaglia per l'informazione appare la più ardua. «Il tutto in un quadro collaborativo e non conflittuale», chiarisce Gasparri. Certo, ci mancherebbe altro. Il problema vero, però, è che il decreto milleproroghe rappresenta l'ultimo treno utile per far arrivare a destinazione le risorse necessarie, in modo da evitare crisi di nervi in settori strategici come la sicurezza e l'editoria e dimissioni annunciate per lo stato confusionale in cui è caduto il mondo della cultura. Con tutta probabilità, sarà il Senato, alla ripresa dei lavori dopo la pausa di Natale, ad affrontare l'esame del decreto milleproroghe, approvato dal Consiglio dei ministri prima delle feste. Nel decreto, che ancora non è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, dovrà essere inserito il bonus fiscale ai benzinai, grazie al quale è stato evitato lo sciopero. Difficilmente Tremonti mollerà il colpo sull'editoria, avendo deciso di destinare i fondi per le radio e le tv private al sociale e, con tutta probabilità, costringerà la maggioranza a scegliere fra il rifinanziamento del Fus, cioè ossigeno a Bondi, e forze dell'ordine, ovvero più soldi alle divise, in modo soddisfare il proprio elettorato. L'Aula della Camera, invece, tornerà a riunirsi il 10 gennaio con all'ordine del giorno la ratifica di accordi internazionali, mentre il giorno successivo la conferenza dei capigruppo stabilirà la calendarizzazione dei lavori. I provvedimenti principali che attendono di essere esaminati dall'Aula sono la mozione del Fli sul pluralismo della Rai e la mozione di sfiducia presentata dal Pd e dall'Idv al ministro per i Beni Culturali. Un passaggio, questo, tutt'altro che secondario. La commissione Bilancio della Camera punta ad esaminare il prima possibile il decreto milleproroghe, in modo da offrire a Bondi un'ancora di salvezza.
Cultura, agenti, editoria. Assalto a Giulio per i soldi
Il presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri, e il collega della Camera, Fabrizio Cicchitto, hanno chiesto un incontro al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, per discutere il rifinanziamento del Fus (Fondo unico dello spettacolo) e l'approvazione di provvedimenti per le forze dell'ordine e l'editoria. Il ministro ha deciso di destinare i fondi per le radio e le tv private al sociale. Il decreto milleproroghe, che include il bonus fiscale ai benzinai, sarà esaminato dal Senato dopo la pausa di Natale. Il ministro per i Beni Culturali, Sandro Bondi, ha annunciato la sua dimissioni.
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