Dalle pendici del Campidoglio fino al Colosseo Si sono concluse in questi giorni le prove tecniche per l'illuminazione del Foro Romano e ora tutto è pronto per restituire la luce a questo splendido scenario archeologico. «Un progetto minimalista di illuminazione a basso consumo ed ecosostenibile - fanno sapere dal ministero dei Beni Culturali - che ci permette di esaltare il profilo architettonico di alcuni importanti monumenti archeologici come la facciata del Tempio di Antonino e Faustina, la Basilica Emilia, la colonna di Foca». Sarà illuminato l'intero tratto lineare compreso fra l'Arco di Settimio Severo e l'arco di Tito, dalle pendici del Campidoglio fino all'area del Colosseo. Al progetto di una illuminazione «pervasiva e diffusa» è stato preferito quella «puntuale di alcune singole emergenze archeologiche di forte impatto» perché questo, spiegano al Ministero, aiuterà il visitatore ad avere maggiore consapevolezza dei luoghi e dei suoi monumenti che una luce forte e diffusa non avrebbe dato. Inoltre l'illuminazione è stata studiata per essere apprezzata da chi nelle ore serali e notturne passeggia su via dei Fori imperiali, all'esterno dell'area dei Fori. Grazie alla collaborazione fra il Comune di Roma e il Ministero dei beni culturali in 24 mesi sono stati aperti ampi settori del Palatino chiusi da 30-50 anni come le arcate Severiane e il loro affaccio sul Circo Massimo, la Vigna Barberini con vista sul Colosseo, il tempio di Venere e Roma e a gennaio il tempio delle Vestali, la cui inaugurazione era prevista a metà dicembre ma le piogge di questi giorni hanno ritardato i lavori di consolidamento.
Roma. Prove finite, luci accese sui Fori
Il Ministero dei Beni Culturali ha completato le prove tecniche per l'illuminazione del Foro Romano. Il progetto minimalista di illuminazione a basso consumo ed ecosostenibile esalta il profilo architettonico di alcuni monumenti archeologici come la facciata del Tempio di Antonino e Faustina e la Basilica Emilia. L'illuminazione sarà applicata in modo puntuale a singole emergenze archeologiche di forte impatto, come l'Arco di Settimio Severo e l'Arco di Tito, e non diffusa. Il progetto è stato studiato per essere apprezzato da chi visita il Foro Romano nelle ore serali e notturne.
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