Al Comune vanno 4,7 milioni Ne serviranno altri 11 e mezzo per il restauro LUCCA. Diventerà il campus della scuola di alti studi Imt, ma il complesso di S. Francesco (chiesa e convento) di giorno sarà aperto anche gli usi della città. L'acquisto dell'immobile da parte della Fondazione Cassa di Risparmio non soltanto mira a mettere a disposizione di Imt gli ambienti necessari per i laboratori e la ricerca, ma punta anche a rivitalizzare e riqualificare l'intero quartiere. Al Comune, che cede il complesso di sua proprietà, andranno 4,7 milioni che saranno in buona parte investiti per il restauro e la costruzione di nuove scuole. La Fondazione provvederà poi a ristrutturare convento e chiesa impiegando altri 11,5 milioni per completare l'intervento entro il 2012. «Il contratto che abbiamo perfezionato questa mattina - spiega il presidente della Fondazione, avvocato Giovanni Cattani - è di grande importanza per lo sviluppo culturale, artistico ed economico della città. Nei nuovi ambienti a disposizione dell'Imt si potranno preparare persone le cui competenze potranno poi valorizzare le risorse sul territorio e cedere il know how acquisito negli studi e nella ricerca alla realtà imprenditoriale cittadina. Del recupero si avvarrà tutto il quartiere, sempre più destinato a diventare la cittadella degli studi dentro le Mura». Cattani ha ricordato come sulla decisione ci sia stato pieno accordo con il Cda e l'organo di indirizzo: «Il nostro scopo è non solo contribuire al recupero di beni fondamentali. Vogliamo che l'intervento consenta di recuperare funzioni e attività in modo permanente». Il progetto di restauro e recupero prevede tutte le opere e le dotazioni impiantistiche necessarie per l'adeguamento funzionale del complesso al fine di destinarlo a nuova sede del campus universitario dell'Imt. La destinazione prevede spazi residenziali, a completamento dell'intervento già realizzato nella porzione del complesso denominato "la Stecca", spazi per la didattica, spazi di rappresentanza, per l'amministrazione, per tecnici e di servizio. Per la chiesa di San Francesco non sono previsti alcun adeguamento funzionale né cambio di destinazione d'uso; gli interventi, esclusivamente di restauro e risanamento conservativo si attueranno in due fasi: nella prima, si provvederà al consolidamento strutturale complessivo, con particolare riferimento alla copertura ed al fianco sud, successivamente si procederà al restauro e alla ricollocazione di tutte le opere d'arte e degli arredi. Negli ambienti annessi all'abside della chiesa. in corrispondenza dell'accesso al Giardino degli Osservanti, sarà allestito un piccolo museo archeologico dove saranno esposti i reperti della campagna di scavo. Il progetto prevede la residenza, con camere e appartamenti a completamento degli spazi già realizzati nella Stecca, realizzata nei corpi di fabbrica in adiacenza al grande giardino a nord del complesso, mentre gli spazi per la didattica saranno organizzati attorno al primo e secondo chiostro e nel cortile. L'amministrazione e il portierato saranno situati all'ingresso su piazza S. Francesco. Una seconda organizzazione per livelli prevede la sistemazione a piano terra di tutti gli spazi "collettivi" (aula magna, sale conferenze-seminari, laboratori e aule), al piano primo degli uffici e di parte della residenza, e infine al piano secondo solo residenza. Per il sindaco, Mauro Favilla, è da sottolineare che il complesso recuperato avrà comunque spazi per la fruibilità della cittadinanza, durante il giorno. «Il restauro prevede anche la realizzazione di un auditorium nella chiesa - ha aggiunta Favilla - e rappresenta un passo avanti importante nel rilancio urbanistico di questa parte del centro storico che, fino a pochi anni fa, era considerata quasi un sobborgo». La costruzione risale al 1230 stava per finire in mani private LUCCA. L'inizio della costruzione del complesso di S. Francesco risale al 1230 con la realizzazione di una chiesa, ove sorge l'attuale, dedicata alla Maddalena. La chiesa venne ampliata nella parte tergale e rialzata alla fine del tredicesimo secolo nel periodo dei Guinigi, che finanziarono la costruzione delle tre cappelle absidali. Rilevante è la cappella in laterizio intitolata a S. Lucia (che riceve accesso dai loggiati e dal Giardino degli Osservanti) fatta costruire da Francesco Bartolomeo Guinigi nel 1354 che servì come cappella di famiglia. Alla fine del 1600 il convento era stato via via ampliato fino a comprendere tre dormitori con un numero di circa cento stanze, una foresteria di dieci stanze riservata ai Superiori dell'Ordine, una infermeria, il refettorio, la cucina, l'archivio e la libreria. Nel momento in cui i frati avevano deciso di mettere il complesso in vendita si era fatto avanti un gruppo immobiliare, deciso a realizzare nella struttura un grande centro residenziale-turistico. Per evitare che la città perdesse l'utilizzo pubblico di una parte così importante del suo patrimonio c'era stata una grande mobilitazione, che alla fine aveva spinto Provincia e Comune ad esercitare il diritto di prelazione. Alla fine era stato il Comune a comprare il S. Francesco, ora venduto alla Fondazione Cdr. Ecco tutte le dotazioni previste per gli studenti e i docenti LUCCA. Nei nuovi ambienti del S. Francesco studenti e docenti avranno a disposizione 21 camere per 42 posti e appartamenti per 20 posti. Ci saranno poi 46 uffici per 54 posti. La presidenza disporrà di uan sala riunioni, 3 uffici, 2 segreterie, 1 portineria. Le aule saranno 5 per 68 posti. Sono poi previsti 2 laboratori per 30 posti. Nel refettorio ci saranno 48 posti. Spazi anche per i seminari: nella Cappella Guinigi (aula magna) ci saranno 178 posti; nel San Franceschetto 108 posti; nella sagrestia 16 posti. I lavori partiranno prima dalla parte dell'ex convento, poi interesseranno la chiesa, dove sono necessarie le opere più consistenti. «Siamo orgogliosi di avere a Lucca una struttura del genere - commenta il vicepresidente della Fondazione, Arturo Lattanzi -. Ormai Imt gode di fama internazionale e nella riforma dell'università ha un ruolo di rilievo che ne garantirà i finanziamenti da parte dello Stato».