PALERMO Otto nuovi alberghi da costruire in zone vincolate che garantirebbero 300 nuovi posti letto, ma che rischiano di far sparire le isole Eolie dalla lista dei luoghi considerati patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Viene approvata nella notte la norma con la quale il parlamento siciliano cancella i vincoli paesaggistici che, finora, avevano impedito la realizzazione di otto nuovi insediamenti turistici tra Lipari e Vulcano in zone protette. Un gruppo di nuovi alberghi che non avevano trovato posto tra i progetti accolti dal patto territoriale delle Eolie finanziato dallo Stato con 50 milioni di euro e gestito dalla società pubblica Sviluppo Eolie proprio perché ricadevano in zone classificate come «a mantenimento agricolo», nelle quali cioè è possibile tirare su solo costruzioni ne-cessarie all'attività agricola. In tutto i progetti presentati ai pano territoriale delle Eolie sono stati una settantina. Tutti riguardanti la realizzazione di alberghi, camping o residence. Ventuno di questi sono stati ammessi al finanziamento dall'assessorato regionale ai Beni culturali perché in linea con i vincoli urbanistici. Undici sono stati esclusi perché prevedono costruzioni in aree a tutela orientata (cioè in aree dove vige l'assoluta inedificabilità). Poi, c'erano quegli otto progetti cancellati dall'assessorato ai Beni culturali e ripescati con la norma varata l'altra notte dall'Assemblea regionale su input di Forza Italia e nonostante il parere negativo del governo presieduto da Salvatore Cuffaro. «Ai fini della realizzazione delle iniziative previste dal patto territoriale delle Eolie, le opere finanziate dal patto possono essere realizzate anche in deroga al piano paesistico e alle norme urbanistiche». Recita così l'articolo inserito nella manovra di assestamento dei conti che ha spaccato il centrodestra, provocato la reazione delle opposizioni e degli ambientalisti (Legambiente ha già annunciato ricorso al commissario dello Stato che può impugnare davanti alla Corte costituzionale le norme varate dal parlamento siciliano) e che, soprattutto, rischia di provocare la cancellazione delle isole Eolie dalla lista Unesco dei luoghi considerati patrimonio dell'umanità. Il rischio era stato evocato nelle scorse settimane da uno degli assessori del governo regionale: l'esponente di An Fabio Granata. A dare manforte a Granata era arrivato il sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono anche lui di Alleanza Nazionale che aveva inviato una lettera al presidente della Regione per sottolineare «la gravita delle conseguenze che deriverebbero per il futuro delle isole Eolie, dall'approvazione di progetti in de roga al piano paesistico dell'arcipelago». Proprio dopo quella lettera la giunta di governo aveva assunto la decisione di ritirare la norma. L'altra notte, invece col parere negativo del governo l'articolo di legge è stato votato e approvato. Per tutta risposta, Fabio Granata è andato all'attacco dei suoi colleghi di maggioranza: «Mi auguro che questa norma vergognosa venga impugnata dal commissario dello Stato perché rischia di cancellare le Eolie dalla lista dei luoghi patrimonio dell'umanità e questo per gli interessi di privati sostenuti dagli onorevoli Antonino Beninati di Forza Italia, Guido Virzì, di An e Alberto Aciemo del gruppo "Siciliani uniti"». Nella notte in cui è arrivato il via libera per gli otto nuovi alberghi (sette dei quali da realizzare a Lipari e uno a Vulcano), l'Assemblea regionale ha approvato anche uno sconto agli abusivi che decideranno di accedere al condono varato dal governo nazionale (l'anticipazione della spesa dovuta viene ridotta dal 30 al 15 per cento e la rateizzazione portata da due a quattro anni) e la possibilità di derogare alla destinazione d'uso sul verde agricolo perle costruzioni realizzate con i finanziamenti di Agenda 2000.