Il contenzioso sulla proprietà si è chiuso con la cessione dell'immobile da parte di Simonetta nipote del Maestro LUCCA. Lucca torna ad avere la disponibilità della casa natale di Giacomo Puccini, in corte S. Lorenzo, dove adesso saranno ultimati i restauri per poterla aprire come museo già dal settembre 2011, a sei anni dalla chiusura per il contenzioso sulla proprietà tra il Comune di Lucca e la Fondazione Puccini da una parte e l'erede del maestro, Simonetta Puccini, dall'altra. Dopo anni di cause e inutili trattative, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca è riuscita ieri mattina a siglare il contratto di acquisto della casa del compositore da Simonetta, alla quale vanno 300 mila euro per l'immobile di Corte S. Lorenzo, 450 mila per l'acquisto degli arredi, e 400mila euro all'anno, per due anni, per il restauro della casa del maestro a Torre del Lago. Come è stato sottolineato dal presidente della Fondazione, Giovanni Cattani, e dal presidente della Provincia, Stefano Baccelli, «è la fine di una vergogna». E davvero per tanti anni (ben sei) Lucca non ha fatto una bella figura facendo trovare chiusa la casa natale del suo figlio più illustre, che richiama migliaia di visitatori. I turisti arrivavano nella piazza davanti all'abitazione, ammiravano la statua del compositore, ma poi quando arrivavano al portone della residenza trovavano il cartello che ne indicava la chiusura. Una situazione che ha a lungo impedito alla città di fare del legame con Puccini un formidabile polo di attrazione. Nemmeno due anni fa, per le celebrazioni dei 150 anni della nascita del maestro, era stato possibile aprire la dimora ai visitatori. Vani erano stati tutti i tentativi per comporre la causa in atto tra Comune, Fondazione Puccini e Simonetta, ormai in aperta rottura in particolare con il presidente della Fondazione, Gabriella Biagi Ravenni, alla quale in passato era stata invece assai legata. Anche ieri, al momento della firma del contratto, le due signore non si sono incrociate. Per evitare nuovi attriti e rotture sono state fatte passare da due entrate diverse, in momenti distinti. L'accordo siglato ora pone fine - con esplicito atto di transazione - a tutto il contenzioso tra la nipote del maestro, il Comune di Lucca e la Fondazione Puccini. Resta in piedi soltanto la causa tra quest'ultima e il Demanio per la proprietà della villa di Puccini al Marco Polo di Viareggio e i diritti di autore. Evidente la soddisfazione del presidente della Fondazione CdR, avvocato Giovanni Cattani: «Abbiamo concluso un contratto importantissimo per il rilancio della città. La riapertura del museo favorirà lo sviluppo culturale e artistico, ma anche la ripresa economica». Anche per il sindaco Mauro Favilla e per il presidente Baccelli, è una giornata di festa: «Ora dobbiamo davvero mettere in rete tutte le risorse che riguardano Puccini, dai luoghi e dalle case della sua vita, ai teatri che devono collaborare di più». Per il senatore Andrea Marcucci l'acquisto dell'immobile di Corte S. Lorenzo rappresenta una svolta: «La casa di Puccini, che rientra tra i beni considerati patrimonio europeo, può tornare finalmente ad essere il museo in grado di rappresentare una grande meta del turismo culturale, strategico. Ora è fondamentale varare un vero itinerario dei luoghi pucciniani, con una maggiore integrazione tra i teatri sul fronte musicale e una campagna internazionale incentrata sul legame tra compositore e città». Sarà la Fondazione Giacomo Puccini a dover intanto mantenere inalterata la destinazione a Museo della casa natale del maestro, gestendone al meglio l'attività. La Fondazione Cassa, da parte sua, rinuncerà ad ogni pretesa sui proventi dell'attività del Museo, ma sarà la Fondazione diretta da Gabriella Biagi Ravenni a far fronte, nel tempo, alle spese e agli oneri di ordinaria e straordinaria manutenzione dell'immobile e degli arredi. Oltre alla casa natale del maestro la Fondazione Cassa di Risparmio ha acquistato anche il complesso del S. Francesco (chiesa e convento) dentro le Mura, che diventerà il campus della scuola di alti studi Imt. Durante il giorno la struttura sarà comunque aperta anche alla città. L'acquisto, dal Comune, è costato 4,7 milioni e il progetto per l'adeguamento funzionale prevede un impiego di altri 11,5 milioni. I lavori dovrebbero terminare entro la fine del 2012. Il Comune impiegherà gran parte della somma per interventi sull'edilizia scolastica.