In mostra i "grandi provini" che ritraggono star della Pop Art agli esordi La soprintendente Mochi Onori: "La sezione di arte contemporanea di Capodimonte sarà dedicata alla Lonardi" Si apre la "Casa della fotografia": il museo-archivio era stato voluto da Graziella Lonardi Buontempo Si aprono le porte della "Casa della Fotografia" a Villa Pignatelli. Il progetto di un museo-archivio nella palazzina Rothschild alla Riviera di Chiaia, voluto dagli "Incontri Internazionali dArte" di Graziella Lonardi Buontempo con la Soprintendenza per il Polo Museale, prende forma con la prima mostra dedicata a uno dei maestri della fotografia del Novecento "Ugo Mulas: verifica dellarte. Da Marcel Duchamp a 'Vitalità del Negativo " (fino al 28 febbraio), a cura di Giuliano Sergio e dellArchivio Mulas. Purtroppo Graziella Lonardi Buontempo si è spenta pochi giorni prima dellinaugurazione e nella rivista distribuita come guida compare solo un suo testo con alcune indicazioni di come doveva e dovrà essere la Casa della fotografia: "Ugo Mulas - scriveva Lonardi - è il battesimo ideale di questo progetto che vuole istituire un luogo di richiamo internazionale per artisti e studiosi, proponendo esposizioni, seminari, laboratori e residenze, coordinati da un curatore straniero di grande esperienza. Lidea è di creare a Napoli un osservatorio per la fotografia, un ambiente multimediale per studiare limaging, esplorare la galassia dei media, incrociando idee della più varia provenienza. Questo è stato il mio intimo sogno". La soprintendente Lorenza Mochi Onori ha annunciato che il progetto proseguirà e che la sezione di arte contemporanea di Capodimonte, realizzata con il sostegno degli Incontri Internazionali, sarà dedicata proprio a Graziella Lonardi. La scelta di iniziare con il fotografo milanese Ugo Mulas (1928-1973) probabilmente non è casuale. Della organizzatrice darte Mulas è stato il compagno di viaggio iniziale, raccontando con centinaia di immagini la prima grande rassegna di arte contemporanea organizzata da una giovanissima Graziella con Achille Bonito Oliva al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1970. Il titolo di questo evento di cui si parla ancora oggi rivive nei tanti scatti esposti nelle sette sale al primo piano di Villa Pignatelli. Una cinquantina di immagini in bianco e nero con stampe ai sali dargento su carta baritata (una fibra naturale trattata con solfato di bario per esaltare il bianco di fondo) di storia di "Vitalità del Negativo nellarte italiana 196070" provenienti dallarchivio della Lonardi si uniscono ad altre sessanta dellArchivio Mulas. Alla documentazione segue uno scatto che vede Mulas riflesso in uno degli "specchi" di Pistoletto mentre con la sua camera inquadra un nudo e lintera sala. Sono specchi parlanti dove il fotografo diventa parte dellopera come Velasquez lo è con il suo cavalletto nel dipinto "Las Meninas". Oltre a "Vitalità del Negativo" i temi sono gli eventi di quegli anni. Si vedono i "Grandi provini" che ritraggono alcune star della Pop art - Jasper Johns, Roy Lichtenstein, Andy Warhol - allesordio del movimento. Dopo la Biennale del '64 che sancì la nascita di questo gruppo, Ugo Mulas andò a New York a incontrare i protagonisti. Risultato: tante foto celebri che rappresentano una sorta di galleria dei ricordi tra gli altri anche di chi, come il gallerista Leo Castelli, contribuì a sostenere gli astri nascenti nel mercato internazionale. Il percorso si chiude con il lavoro intitolato "Verifiche". È una riflessione sullarte della fotografia a posteriori: dopo averla praticata per oltre ventanni, Mulas si ferma ed esibisce le possibilità del mezzo. Come nella sequenza che scatta alla performance di Kounellis, dove un pianista suonava due volte al giorno al piano un brano del Nabucco. «Il risultato - scrive Mulas - è stato un intero rullo di 36 fotogrammi in pratica identici: 36 non per una scelta, ma perchè gli scatti che la pellicola concede sono proprio trentasei». Il tempo fotografico annulla quello reale, e ne crea uno astratto che si legge nei numeri impressi tutti insieme nella pellicola.