Ferrale: i proprietari non le hanno realizzate, camion tra le case. Ansia ad Ugnano Limpianto è grande 4 ettari I titolari dovevano realizzare anche un parco RICCARDO BIANCHI A mettere in allarme gli abitanti di Ugnano e Pontigale sono state le macchine dei lavoratori nel parcheggio aziendale, segno che il maxi rottamatore del Ferrale è pronto a iniziare a operare. Il problema è che mancano le strade per far arrivare i camion e le uniche presenti sono quelle che passano in mezzo alle frazioni. Secondo il Piano urbanistico convenzionato, firmato per ottenere le autorizzazioni a edificare, i proprietari dellenorme stabilimento di 4 ettari dovevano predisporre una nuova viabilità e un parco sul lato che dà verso lautostrada. Ad oggi nessuno dei due punti è stato rispettato. Tra i cittadini si diffondono un po di timori: «Credo che il Ferrale sia già aperto, stiamo aspettando i camion», afferma uno degli abitanti, mentre chiediamo informazioni per raggiungerlo. Cartelli stradali ancora non ve ne sono. Per chi arriva dalla vicina uscita dellautostrada, come farà la maggior parte dei mezzi, la strada più facile è via Gherardo Bosio, che parte da Sollicciano. È poco più larga di una corsia e si snoda attraverso piccoli ponti sotto lautostrada e la superstrada, dove i camion non passano agevolmente. Laltra arteria taglia le frazioni di Ugnano e Mantignano, ed è proprio qui che sono transitati i 14.500 automezzi che portavano il materiale per il cantiere del nuovo stabilimento. «La via è piccola, non è abituata a passaggi di mezzi di queste dimensioni, che hanno lasciato i segni del loro transito», racconta Mario Bencivenni, dei comitati dei cittadini del quartiere 4. «Ogni volta che passavano ballava tutto», protesta un gruppo di anziani della zona, «hanno rovinato anche lasfalto». La proprietà, la Ecofirenze, ha presentato una diffida contro il Comune di Firenze affinché non blocchi lavvio dellattività, ma lamministrazione non intende dare lautorizzazione fino a quando non saranno rispettati gli accordi. «Non ci sono ancora le condizioni per poter accedere agevolmente al centro di rottamazione, le preoccupazioni dei cittadini sono legittime», ammette il vicepresidente del quartiere 4, Franco Traballesi. Al momento lazienda ha chiesto i permessi (che interessano Anas, Società autostrade, autorità di bacino e altri enti), ma dovranno essere allargati i due sottopassi, se non creati di nuovi. I tempi si prospettano molto lunghi. Il maxirottamatore dovrebbe sostituire i cinque rottamatori della città e punta a recuperare il 98 dei materiali smaltiti. Sta ottenendo vari certificati di qualità, ma tutto ciò non toglie i timori dei comitati. Ad aumentarne è il fatto che si tratti di un progetto sequestrato per un anno dalla procura di Firenze perché presentato da Quadra, la società al centro di uninchiesta per aver goduto di corsie preferenziali grazie ad agganci politici in Comune, e che la Conferenza dei servizi abbia confermato delle irregolarità non di poco conto. Innanzitutto alcuni capannoni sarebbero stati costruiti in maniera non conforme al progetto originale, con varianti edilizie non autorizzate. Doveva essere aperto sui lati, per avere un minore impatto sul paesaggio, ma sono completamente chiusi. Inoltre nei documenti presentati al momento delle autorizzazioni uno dei terreni esterni alla struttura è segnato come proprietà di Ecofirenze, ma si è scoperto solo in seguito appartenere a una villa adiacente. In quello spazio doveva essere piantata una fascia di alberi per la mitigazione ambientale della zona, che ancora non cè. Lazienda è stata contattata il 23 dicembre. Aveva assicurato che nel giro di qualche giorno avrebbe fornito la sua versione dei fatti, ma non è mai arrivata.
FIRENZE - Il rottamatore è maxi. Ma senza strade
Il maxi rottamatore del Ferrale, un'azienda di smaltimento dei materiali, è pronto a iniziare a operare, ma i proprietari non hanno realizzato le strade per far arrivare i camion. I cittadini di Ugnano e Pontigale sono preoccupati e chiedono informazioni. La proprietà, Ecofirenze, ha presentato una diffida contro il Comune di Firenze, ma l'amministrazione non intende dare l'autorizzazione fino a quando non saranno rispettati gli accordi. Il progetto è stato sequestrato per un anno dalla procura di Firenze a causa di irregolarità. I capannoni sono stati costruiti in maniera non conforme al progetto originale e manca una fascia di alberi per la mitigazione ambientale.
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