Colpa dei tagli che impediscono il turn-over di molti funzionari al Ministero dei Beni culturali Il commissario della Casa di Nerone: «Una perdita pesante, l'altro collega deve seguire più edifici» Al posto di Vodret arriva il tecnico Pesce, già responsabile di altri due monumenti Il direttore tecnico della Domus Aurea va in pensione. I131 dicembre l'architetto Antonello Vodret lascia il suo incarico dopo undici anni e non sarà rimpiazzato. Colpa dei tagli, che bloccano qualunque tipo di turn over al Ministero dei Beni culturali, con il risultato che la Casa di Nerone sarà affidata ad un tecnico, Maurizio Pesce, già responsabile della Crypta Balbi e di Palazzo Massimo alle Terme, un incarico «ad interim» dunque per lui. «Un'altra perdita pesante per il patrimonio italiano - sostiene il commissariò della Domus Aurea Luciano Marchetti - Il nuovo tecnico della Soprintendenza speciale ai beni archeologici di Roma non sarà più così presente come lo è stato Vodret negli ultimi undici anni. Si prospetta una situazione difficile in cui la manutenzione ordinaria del monumento può diventare più lenta, meno efficace. E questo comporta più rischi per il monumento perché in una situazione simile diminuisce la capacità d'intervento». Ma il commissario Marchetti è critico e preoccupato «soprattutto per il tipo di tagli che il Ministero continua a fare: tagli non selettivi con i quali viene mandato via personale preparato e valido e non si sostituisce. E non si dà la possibilità a questo personale specializzato sulle problematiche di un monumento delicato come la Domus di passare tutte le informazioni con tempi opportuni di affrancamento formativo. Non si può pensare di risolvere la questione tappando i buchi». Una preoccupazione anche per l'architetto Vodret che fra tre giorni lascia il suo storico incarico e che infatti ha già dato la sua disponibilità: «Ho assicurato il mio appoggio ai colleghi, in modo che il passaggio del testimone sia indolore. Almeno fino a giugno, ma anche per un anno. Lo farò senza essere pagato, ovviamente: per la Domus Aurea è un dovere morale». Così l'architetto saluta il suo pensionamento dal monumento cui è legato da circa ventiquattro anni, con uno studio importante e costante negli ultimi undici, da quando nel '99 il monumento venne riaperto al pubblico, per poi richiuderlo per una serie di problemi strutturali. «Purtroppo il sostituto non è stato nominato subito a tempo debito - racconta il direttore Vodret - e allora nell'avvicendamento le cose sono più complicate. Io ho assicurato qualsiasi tipo di collaborazione». Ma sarà una sua iniziativa, per cui non verrà pagato? «Mi piace pensare che sia buona educazione farlo. E poi, alla Domus Aurea s'è creato uno staff che funziona». La Domus Aurea rimane comunque un monumento molto delicato, altamente a rischio. I130 marzo scorso crollò una porzione di sessanta metri quadrati di parte del soffitto della Domus Aurea. Si trattava di una delle gallerie traianee, costruite appunto da Traiano nel 104, ovvero di una struttura successiva al corpo neroniano. «E' un edificio con un cattivo stato di conservazione, sul quale è molto delicato intervenire- dice il direttore tecnico Vodret - La sua salute dipende dalle risorse messe in campo per il restauro, ma soprattutto dalle cure quotidiane indispensabili. Verte su un equilibrio instabile. Come su sabbie mobili. Solo con la santa pazienza, evitando la fretta di risultati eclatanti si avrà successo. Serve continuità della manutenzione ordinaria, approfondimento di progetti scientifici, evoluzione della gestione commissariale, il tutto inquadrato senza scossoni nell'alternanza dei ministri ai beni culturali». E sulle prospettive di una sua riapertura, avverte Vodret: «Solo se si procede pazientemente, all'interno di un progetto generale che coinvolga il Colle Oppio e le Terme di Traiano, si potrà riaprire al pubblico il monumento».
Roma. Domus Aurea, il direttore va in pensione
Il direttore tecnico della Domus Aurea, Antonello Vodret, lascia il suo incarico dopo undici anni a causa dei tagli che bloccano il turn-over al Ministero dei Beni culturali. Il suo sostituto sarà un tecnico, Maurizio Pesce, già responsabile della Crypta Balbi e di Palazzo Massimo alle Terme. Vodret è critico per il tipo di tagli che il Ministero continua a fare, che portano via personale preparato e valido senza sostituirli. La Domus Aurea è un monumento delicato e a rischio, e la sua manutenzione ordinaria è essenziale per la sua conservazione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo