È stato dissequestrato dal tribunale di Roma l'Archivio Vasari di Arezzo e ora può ripartire l'affare per vendere le preziose carte rinascimentali ai magnati russi della Ross Engineering di Mosca per la cifra record di centocinquanta milioni di euro. È stato già fissato l'appuntamento con la società moscovita guidata da Vasilij Stepanov per perfezionare il contratto, ma la Soprintendenza archivistica della Toscana, guidata da Diana Toccafondi, ha già avviato un ricorso per rivendicare la custodia del bene. In serata una nota del ministero per i Beni culturali ha chiarito che «è da escludersi che possa attuarsi a breve un trasferimento a terzi delle carte Vasari». Il dicastero ha precisato anche che il dissequestro «non introduce significativi elementi di novità nella vicenda dal momento che ogni ulteriore iniziativa degli attuali proprietari dovrà essere nuovamente sottoposta al controllo ministeriale».
Arezzo. Archivio Vasari ai russi? Il Gip: sì; il Mibac: no
È stato dissequestrato dal tribunale di Roma l'Archivio Vasari di Arezzo e ora può ripartire l'affare per vendere le preziose carte rinascimentali ai magnati russi della Ross Engineering di Mosca per la cifra record di centocinquanta milioni di euro. È stato già fissato l'appuntamento con la società moscovita guidata da Vasilij Stepanov per perfezionare il contratto, ma la Soprintendenza archivistica della Toscana, guidata da Diana Toccafondi, ha già avviato un ricorso per rivendicare la custodia del bene. In serata una nota del ministero per i Beni culturali ha chiarito che è da escludersi che possa attuarsi a breve un trasferimento a terzi delle carte Vasari. Il dicastero ha precisato anche che il dissequestro non introduce significativi elementi di novità nella vicenda dal momento che ogni ulteriore iniziativa degli attuali proprietari dovrà essere nuovamente sottoposta al controllo ministeriale.
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