E' ricca, varia, molto interessante l'attuale programmazione del Teatro Valle di Roma. Un'apertura di stagione nel segno di Bob Wilson, poi uno strepitoso Fabrizio Gifuni, un delizioso spettacolo di Emma Dante e dall'11 gennaio Franca VaIeri con la sua nuova commedia. Ma questi, come i tanti altri appuntamenti in cartellone fino al 19 di maggio e che stanno riscuotendo uno straordinario successo, sono stati programmati dalla precedente gestione, quando esisteva ancora l'Eti, con Pino Ferrazza presidente e Ninni Cutaia direttore generale. Poi, cosa accadrà? L'ETI, Ente teatrale italiano, era un ente senza fini di lucro nato nel 1942 per sostenere e diffondere le attività teatrali. E tale compito ha svolto per oltre mezzo secolo, contribuendo in maniera decisiva alla diffusione del teatro nel Paese e anche nella promozione del teatro italiano all'estero. Ha avuto anche la gestione diretta di alcuni teatri: a Roma il Quirino e il Valle, la Pergola a Firenze e il Duse a Bologna. Prima che venisse sciolto l'Eti, il Quirino era stato ceduto ai privati. Dopo regolare bando, era risultato vincitore l'attore e regista napoletano Geppy Gleijeses, che tutt'ora lo gestisce. Poi, nel maggio scorso, un semplice comma della manovra Tremonti, ha cancellato cinquant'anni di impegno a favore della cultura teatrale. Via l'Eti, per il quale si sono mobilitati in tanti, artisti, intellettuali, semplici cittadini. Migliaia di persone. Manifestazioni, serate di spettacolo-protesta, sottoscrizioni. Inutilmente. L'Eti è stato "dismesso", decretando così anche la fine del più prestigioso dei premi teatrali, gli Olimpici del Teatro, che non si sono salvati nonostante la presidenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, vero appassionato di teatro. SOPPRESSO l'Eti, chi svolgerà le sue funzioni, sia di promozione del teatro sia di gestione delle sale teatrali? Chi lavorava nell'Ente, non è autorizzato a parlare. Si può apprendere in via informale che è all'insegna dell'incertezza anche il loro futuro lavorativo. Dovrebbero essere riassorbiti dal Mibac, il ministero per i Beni e le attività culturali. Chi ha titolo per dire quale sarà il futuro del Valle di Roma e delle attività in passato svolte dall'Eti, è Salvo Nastasi, direttore generale dello Spettacolo e capo di Gabinetto del ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi. Ma Nastasi non vuole parlare. Niente interviste, non è il momento, fa sapere. Devono essere i politici (forse il suo ministro, Bondi?) a dire cosa vogliono fare di questi teatri, lui - fa riferire - si occuperà della gestione, se non verrà deciso diversamente. Insomma, sembra di capire che ilf turo è quanto mai incerto. Si succedono le voci più diverse: che anche il Valle venga acquisito dal Teatro di Roma, che già gestisce il Teatro Argentina e l'India; che venga fatto un bando, come è stato per il Quirino; che se ne occupi il comune; che si stia preparando una cordata di non si sa bene chi, e via ipotizzando. Certo, se il Fus, Fondo unico per lo spettacolo, resterà come previsto dalla Finanziaria di appena 258 milioni di euro, minimo storico (nel 2010 è stato di 404 milioni di euro), ci sarà ben poco da gestire. E nulla sembra autorizzare la speranza che venga reintegrato perché ci sono, tanto per dire, 629 mila auto blu da mantenere (negli Stati Uniti sono 73 mila), per un costo di 21 miliardi. E, quindi, per tutte le attività di spettacolo, e non solo per il teatro di prosa, sarà difficilissimo, se non impossibile, sopravvivere.
ROMA - L'Ente è soppresso, ora che cosa succede? Bocche cucite al Ministero: deciderà la politica
Il Teatro Valle di Roma ha iniziato la sua stagione con Bob Wilson, seguito da Fabrizio Gifuni, Emma Dante e Franca Valeri. Tuttavia, la precedente gestione dell'Eti, un ente senza fini di lucro, ha programmato questi appuntamenti. L'Eti è stato sciolto nel maggio scorso a causa di una manovra del governo, che ha cancellato cinquant'anni di impegno a favore della cultura teatrale. Migliaia di persone si sono mobilitate per protestare contro la cancellazione dell'Eti e per salvare il teatro. Ora, non si sa chi svolgerà le funzioni dell'Eti, che include la promozione del teatro e la gestione delle sale teatrali.
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