Con il dissequestro disposto dal gip del tribunale di Roma si è scritto un capitolo importante per il destino dell'Archivio Vasari. «Ora che è stato ottenuto il dissequestro dell'Archivio, i quattro fratelli Festari hanno ricontattato l'acquirente per ritrovarsi quanto prima nello studio del notaio Roberto Romoli di Firenze per l'atto di ricognizione che dichiara perfezionata la vendita», L'Archivio Vasari sta per essere venduto.. (...), ha detto ieri l'avvocato Guido Cosulich del foro di Arezzo, che per conto degli eredi Festari, proprietari del bene, segue l'aspetto civile e penale della vicenda, «ma non la parte commerciale». Entro la fine dell'anno o al massimo agli inizi del 2011, secondo Cosulich, sarà perfezionato il contratto di vendita dell'Archivio Vasari alla società Ross Engineering di Mosca per 150 milioni di euro. Gli eredi proprietari dell'Archivio Vasari, come ha ricordato ancora l'avvocato Cosulich, non sono indagati nell'inchiesta aperta dalla Procura di Roma, che vede invece indagato il loro ex procutatore Enrico De Martino, accusato di aver falsificato una firma del conte Giovami Festari, morto nell'ottobre 2009, su un atto di vendita alla società russa. «L'estraneità dei fratelli Festari è del resto sottolineata dalla stessa ordinanza di dissequestro del Gip di Roma, dove si precisa che essi non hanno nessun coinvolgimento penale e quindi possono commercializzare il bene nel rispetto delle normative vigenti. In questo campo ci sono norme ben precise che vanno rispettate e che noi intendiamo rispettare», ha sottolineato Cosulich. L'avvocato Cosulich ha parlato anche dell'ipotesi che i quattro fratelli Festari possano donare 2,7 milioni di euro al Comune di Arezzo per le celebrazioni dei 500 anni della nascita di Giorgio Vasari che cadono nel 2011. «I miei clienti hanno preso un impegno non scritto, a parole, promettendo che al buon esito della vicenda, a fine di tutto, intendono intervenire con una sponsorizzazione a favore dell'anno vasariano. Ci sono stati scambi di opinioni, incontri, colloqui molto positivi e molto costruttivi, e abbiamo registrato un'apertura del Comune». Vendita imminente, dunque? Il ministero dei beni culturali (Mibac) con una nota sottolinea che è «da escludersi che possa attuarsi a breve un trasferimento di qualsivoglia natura a terzi delle carte Vasari». Il ministero ha precisato di «essere già a conoscenza dell'intervenuto dissequestro dell'archivio Vasari», che però «non introduce significativi elementi di novità nella vicenda dal momento che ogni ulteriore iniziativa degli attuali proprietari dovrà essere nuovamente sottoposta al controllo ministeriale, anche ai fini dell'eventuale prelazione». In ogni caso, dopo il dissequestro dell'Archivio si è subito aperto un confronto tra gli eredi e le istituzioni. Tommaso, Francesco, Antonio e Leonardo Festari hanno accettato di collaborare con le amministrazioni pubbliche cedendo su alcuni punti che erano stati dichiarati essenziali da parte di queste ultime, tra cui il vincolo pertinenziale. Gli eredi e i compratori russi avrebbero deciso di accettare il vincolo cosicché le carte, salvo deroghe speciali, resteranno in Italia nella casa-museo di via XX Settembre ad Arezzo appena verrà perfezionata la vendita ai russi.