II futuro della villa romana del Casale rimane incerto: tra bocciature di progetti e la proposta di un concorso internazionale di idee non si è ancora deciso nulla sulle modalità di recupero di uno dei monumenti più belli della Sicilia e, non a caso, dichiarato dall'Unesco «patrimonio dell'umanità». Forse qualcosa di più definitivo emergerà oggi nel corso di una conferenza indetta dall'assessore regionale ai beni culturali, Alessandro Pagano (9.30 a Palermo, presso il villino Florio). Ma una cosa è certa: il monumento di piazza Armerina dovrà attendere ancora del tempo prima che un'equipe di restauratori si metta all'opera. «Quando si parla di una grande opera, come il recupero della villa del Casale», spiega Lucio Trizzino, ideatore insieme a Mario Bellini, di uno dei progetti per il monumento, «devono concorrere nelle decisioni la volontà di tutte le istituzioni, come regione, provincia, comune, e persino di quelli limitrofi a piazza. Armerina che comunque possono avere ricadute positive, in termini di turismo». Altro tasto dolente della vicenda della villa del Casale è il ruolo del commissario straordinario per la tutela del monumento, Vittorio Sgarbi. Nominato, infatti, lo scorso luglio dall'ex assessore, Fabio Granata, come supervisore dei lavori, Sgarbi rischia adesso di ricevere il cartellino rosso. D progetto per la copertura del sito archeologico presentato da Guido Canali, architetto, museografo e uomo di fiducia di Sgarbi, è stato bocciato dalla sovrintendenza di Enna in tutti i suoi punti. L'idea di Canali «prevede di proteggere», si legge in una nota diffusa dallo stesso critico d'arte, «il monumento mediante la posa in opera all'esterno del perimetro antico di leggerissime strutture di acciaio chiuse da sottili, ma molto coibenti, pannellature continue in alluminio trattate con tonachino per ottenere la giusta grana e il colore più adatto». Dopo la bocciatura di questo progetto, Sgarbi ha deciso di mettersi in «quarantena», e nei prossimi giorni il neoassessore Pagano deciderà se il commissario straordinario della villa del Casale dovrà cambiare. Si dovrà anche decidere se adottare l'ipotesi di un concorso internazionale di idee o optare per il progetto redatto dai due architetti e restauratori Bellini-Trizzino. La prima ipotesi, nonostante dia la possibilità di scegliere l'equipe in un contesto internazionale, richiede però una lunga procedura. Solo per la pubblicazione sulle tre Gazzette Ufficiali (europea, della repubblica e regionale), si richiede un anno di tempo, l'approvazione del consiglio nazionale degli architetti e un costo di circa 50 mila euro. Passerà all'analisi dell'assessorato anche il progetto di Trizzino e Bellini, portato avanti in un primo momento da Sgarbi e poi accantonato dallo stesso. Il progetto può essere definito avanguardistico: prevede la costruzione di una cupola di 150 metri di diametri e 45 di altezza, risultando la più grande mai costruita al mondo (al momento il guinness è in Australia con una cupola dal diametro di 127 metri). «La cupola», si legge ancora nella nota di Sgarbi, «consiste in un'unica copertura trasparente tale da inglobare il monumento e la vegetazione circostante, costituita da una struttura reticolare in acciaio parzialmente vetrata». Al momento, comunque, l'unica cosa che preme, e non per essere venali, è che non si perda il finanziamento europeo di oltre 18 milioni di euro del Por Sicilia, che rischierebbero di essere tagliati o ridotti se il recupero della villa romana del Casale non venisse ultimato entro il dicembre del 2006. (riproduzione riservata)
Nei mosaici della villa il balletto Sgarbi-regione
Il futuro della villa romana del Casale rimane incerto. L'assessore regionale ai beni culturali, Alessandro Pagano, ha indetto una conferenza per discutere delle modalità di recupero del monumento. Il progetto di restaurazione è ancora in discussione, con due ipotesi: un concorso internazionale di idee o il progetto redatto dai due architetti e restauratori Bellini-Trizzino. Il progetto di Trizzino e Bellini prevede la costruzione di una cupola di 150 metri di diametri e 45 di altezza, considerata avanguardistica. Il finanziamento europeo di oltre 18 milioni di euro del Por Sicilia è a rischio se il recupero della villa romana del Casale non venisse ultimato entro il dicembre del 2006.
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