La mission è quella solita: rientrare nei limiti del Patto di stabilità interna che la Regione Campania ha sforato nel 2009. Quello presentato ieri dall'assessore regionale, Gaetano Giancane, è un bilancio previsionale di «tagli e qualità della spesa» per il 2011 per l'esercizio pluriennale 20112013. I tagli alla spesa vengono programmati in via orizzontale e si aggirano intorno al 10(comprese le indennità dei consiglieri) ma, in alcuni settori, come i trasporti, arrivano fino a sfiorare il tetto del 13. Inoltre, sono state messe in cantiere dismissioni immobiliari che porteranno ad entrate di circa 500 milioni di euro e tagli del 10 per cento interesseranno personale, società controllate e organismi; mentre riduzioni arriveranno al 20 per cento per le relazioni pubbliche. «Entro il 31 maggio le partecipate dovranno relazionarci su quanto disposto pena la decadenza dell'amministratore: per ogni mese di ritardo nel recapito del documento i contributi regionali saranno ridotti del 10» . Insomma, la situazione è quella che è: «Ci siamo trovati in forte sofferenza ha sottolineato il generale-assessore : 47 milioni di debito per il mutuo che ci porteremo dietro come una palla al piede, e poi i debiti precedenti, quasi 5 miliardi» . Un altro vincolo sono i contributi per i Comuni, circa 200 milioni. Ad esso si aggiunge il problema della copertura di cassa. «I flussi di cassa ha precisato Giancane fino al 2010 erano di 4 miliardi e 250 milioni, per il 2011 si tratta di 3 miliardi e 250 milioni. Un miliardo di differenza per abbattere i tetti del 13. Nel 2010, inoltre, le entrate previste erano di 43 milioni, nel 2011 sono 13 milioni. Attraverso le dismissioni, per il triennio 2011-2013, i 500 milioni previsti serviranno a coprire parte del buco del 2009» . Previsti 58 milioni che derivano da un prestito della Bei, ultima parte di un prestito di 1 miliardo degli anni passati. L'obiettivo di spesa da finanziare con fondi comunitari è di 1.375 milioni a cui vanno ad aggiungersi le risorse «rinvenienti» dalla programmazione 2000-2006 pari a 715 milioni che la Ue «ci ha riconosciuto attraverso progetti sponda, complementari o sostitutivi» . Il coordinatore della segreteria campana del Pd e consigliere regionale, Antonio Marciano, attacca: «Intanto, Caldoro non approva il bilancio nei tempi previsti dalla legge e si affida all'esercizio provvisorio. Se venisse un po' più spesso in consiglio si accorgerebbe di tanta preoccupazione che non viene sollevata solo dai banchi dell'opposizione, ma anche da quelli della maggioranza»