Il sì dell'Ars rimette in discussione l'inserimento nella World heritage list. L'arcipelago è l'unico sito naturalistico italiano "patrimonio dell'umanità". II cemento tornerà a colare sulle isole Eolie patrimonio dell'umanità in violazione ai vincoli paesistici già imposti dalla Regione per consentire la costruzione di otto nuovi alberghi tra Lipari e Vulcano per un totale di 300 posti letto. La norma ha ottenuto a sorpresa il via libera dell'Ars, a dispetto dell'impegno a ritirarla assunto da tutto il governo Cuffaro. Adesso le isole rischiano di uscire dalla World heritage list dell'Unesco. E l'allarme non arriva solo dagli ambientalisti. L'assessore regionale al Turismo Fabio Granata (An) si scaglia contro il provvedimento e contro gli sponsor politici dell'operazione, tutti di centrodestra. Il deputato nazionale della Margherita Ermete Realacci chiede l'immediata istituzione dell'area marina protetta delle Eolie per avviare la conservazione del piano del parco, strumento di gestione obbligatorio per i siti Unesco». VINCE la lobby degli albergatori. Vince il partito del cemento. Cemento che tornerà a colare sulle isole patrimonio dell'umanità in violazione ai vincoli paesistici già imposti dalla Regione per consentire la costruzione di otto nuovi alberghi tra Lipari e Vulcano per un totale di 300 posti letto. La norma che aveva fatto insorgere ambientalisti e opposizioni quando era approdata in aula due settimane fa, ottiene a sorpresa il via libera del Parlamento regionale, a dispetto dell'impegno a ritirarla dalla manovra fatto proprio da tutto il governo Cuffaro nell'ultima riunione di giunta. Adesso le isole sotto tutela dell'Unesco rischiano di uscire dalla World heritage list nella quale sono state inserite dal 2000 (unico sito naturale che l'Italia annovera in quella lista). Il caso esplode con l'approvazione dell'articolo 15 della manovra, che prevede che «ai fini della realizzazione delle iniziative previste dal Patto territoriale delle Eolie, le opere finanziate dal Patto possono essere realizzate anche in deroga al piano paesistico e alle norme urbanistiche». Un passo indietro. TI Patto delle Eolie, gestito dalla società pubblica Sviluppo Eolie legata a doppio filo all'amministrazione forzista di Lipari ha ottenuto finanziamenti statali per 50 milioni di euro. I progetti presentati erano una settantina. Ventuno sono stati ammessi ai finanziamenti, nei mesi scorsi, dall'assessorato ai Beni culturali perché in linea con i vincoli urbanistici. Undici sono stati esclusi perché prevedono costruzioni in aree a tutela orientata (dunque del tutto inedificabili) . Altri 8 infine e sono quelli in questione sono stati anch'essi cancellati ma perché previsti in zona cosiddetta a «mantenimento agricolo». Ed è per questi otto progetti per altrettanti alberghi «in area cuscinetto» che Forza Italia ha introdotto la «deroga al piano paesistico e alle norme urbanistiche». La formulazione poi sarebbe tanto generica, secondo le opposizioni, da rischiare di riaprire le porte anche agli 11 alberghi in zona del tutto inedificabile, ma questo è un altro problema. Ecco intanto gli otto alberghi, per i quali i proprietari sognano adesso di mettere giù le fondamenta. Il progetto più corposo e di maggiore estensione fa capo alla società palermitana "Pietro Barbaro spa" e prevede la costruzione di un albergo termale da 150 posti in località Porto Ponente a Vulcano, valore 5 milioni di euro, su più corpi a una elevazione immersi in un'area verde attrezzata. I restanti sette a Lipari. Una struttura su più piani (camping più due fabbricati a due elevazioni e alloggi monofamiliari dislocati su terrazzamenti collinari serviti da una nuova strada di accesso) fa capo al "Progetto Isole srl» in località Balestrieri. Stessa località Balestrieri in cui dovrebbe sorgere il residence (in tre corpi) intestato a Sabino Lo Sinno: nuovo impianto turistico-residenziale composto da tre corpi a due piani e nuovi corpi interrati. Mini sanatoria anche il progetto del "Saracen Park hotel di Carnevale C." in località San Nicolo (30 mila metri quadri circa): recupero di tre fabbricati e tre nuovi corpi a una elevazione e spazi esterni attrezzati. "L'hotel Poseidon» di Salvatore Basilio in località Candali sorgerà dal recupero di fabbricati di valore storico con «incremento volumetrico». Il progetto intestato a Antonino Russo in località Capistello prevede il recupero di sette fabbricati e il loro ampliamento, oltre a un nuovo corpo da realizzare. E ancora, il "Costa service srl" in località San Leonardo porterà al recupero con limitati ampliamenti di un fabbricato. Infine "Villa Cortese" di Domenica Fonti: ampliamento di una struttura ricettiva con tanto di nuove corpo a due elevazioni. Tanti ritocchi, ma anche nuovo cemento, appunto. Comunque non previsto dal piano paesistico della Regione. L'allarme adesso non arriva solo da ambientalisti. È l'assessore regionale al Turismo Fabio Granata (An) a scagliarsi contro il provvedimento approvato dai suoi colleghi di giunta e contro gli sponsor politici dell'operazione con tanto di nomi e cognomi. No, l'allarme viene rilanciato dalla più alta autorità dell'Unesco in Italia, segretario generale della commissione italiana Gianni Puglisi: «È la solita pastetta siciliana. Le Eolie erano già a rischio perché nel 2000 l'Unesco impose la chiusura delle cave di pomice, per le quali a oggi non si è fatto nulla». Già, ma quello sulle cave è l'unico vincolo posto dall'Unesco sulle Eolie. La violazione dei vincoli paesistici che si materializza con questa legge, va detto, non comporterà automaticamente l'esclusione delle isole dalla prestigiosa World lisi. Al momento è solo un rischio, sebbene fondato. «È chiaro che continua Puglisi l'Unesco tutela le Eolie nell'interezza e nell'integrità del loro paesaggio. Una deroga alle leggi urbanistiche che tutelano questa integrità, costituisce un ulteriore pericolo per la permanenza nel patrimonio dell'umanità. Mi sembra azzardato mettere un'altra mina sul territorio delle Eolie». Non tutti la pensano così. Non certo gli albergatori siciliani. Il presidente Sebastiano De Luca è cauto, ma tutt'altro che contrario all'operazione: «Bisogna capire bene quali saranno i confini della deroga. Ma noi siamo perché si creino sviluppo e posti di lavoro, pur nel rispetto dell'ambiente. E poi diciamolo: tutti i comuni consentono deroghe ai piani urbanistici e quelle delle Eolie non saranno mai grandi strutture ricettive. La verità con la quale fare i conti è un'altra. In Sicilia possiamo contare solo su 80 mila posti letto, meno di Rimini che ne vanta 100 mila. L'anno prossimo in Italia sono previsti 30 milioni di arrivi dalla Cina: in Sicilia, si calcola, non meno del 5 per cento di quell'esercito. Cioè un milione e mezzo di presenze. Non abbiamo alternativa: bisogna creare posti letto e di qualità». Appena ieri, nella sua visita a Siracusa, il presidente degli industriali Luca Cordero di Montezernolo aveva parlato della Sicilia quale «potenziale incredibile sotto il profilo industriale e turistico». Il sottosegretario ai Beni culturali Nicola Borio (An anche lui) aveva ammonito nei giorni scorsi sui rischi legati all'approvazione della norma. Un monito caduto nel vuoto. E adesso? Realacci chiede ai ministri dell'Ambiente e dei Beni culturali di «garantire l'immediata istituzione dell'area marina protetta delle Eolie per avviare la conservazione e la valorizzazione del piano del parco, che diventerebbe così lo strumento di gestione, tra l'altro obbligatorio per i siti Unesco». Basterà a salvare le Eolie dal cartellino rosso? L'ultima parola, adesso, spetta al commissario dello Stato.