PATRIMONIO. Un altro colpo di scena nell'affare da 150 milioni di euro Nuova puntata nella tormentata storia dell'Archivio Vasari, per il quale è stato disposto il dissequestro. Lo ha deciso il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Roma che ha tolto il sequestro sull'archivio delle carte vasariane, deciso il 20 marzo scorso su richiesta del pubblico ministero della Procura capitolina Pierluigi Cipollo. I figli del defunto conte Giovanni Festari (erede delle carte oggi custodite a Casa Vasari di Arezzo) hanno già un preliminare di vendita dell'archivio ai russi della Ross Enginering per un valore di 150 milioni di euro. Il dissequestro ha aperto nuovi scenari per l'archivio del massimo storico dell'arte, autore delle Vite. Si è subito aperto un confronto tra gli eredi, la famiglia Festari, e le istituzioni. Parlando anche per conto della compagnia russa, Tommaso, Francesco, Antonio e Leonardo Festari avrebbero deciso di accettare il vincolo cosicchè le carte, salvo deroghe speciali, resterebbero in Italia nella casa-museo di via XX Settembre ad Arezzo appena verrà perfezionata la vendita ai russi. Addirittura si ipotizza la firma del contratto, a Firenze, nei prossimi giorni (si parla di domani o giovedì), e in questa occasione ci potrebbe essere un incontro ufficiale ad Arezzo fra il magnate della Ross Engineering, Vassily Stepanov, e il sindaco Giuseppe Fanfani. A vendita conclusa, circa due milioni di euro potrebbero esseri erogati al Comune per restaurare Casa Vasari (sede museale), le logge del Vasari (realizzate su progetto dell'artista) e il ripristino dell'acquedotto vasariano. Opere da realizzare a partire già dal 2011, anno delle celebrazioni vasariane in occasione del quinto centenario della nascita dell'artista.