Le isole Unesco. No ai progetti in deroga al piano paesistico, che arrivano per il dibattito all'Ars PALERMO. Il sottosegretario ai Beni culturali con delega per l'Unesco, Nicola Bono, ha inviato una lettera al presidente della Regione Salvatore Cuffaro, al presidente dell'Assemblea regionale siciliana Guido Lo Porto, agli assessori ai Beni culturali e ai capigruppo Ars, «per sottolineare la gravità delle conseguenze che deriverebbero, per il futuro delle isole Eolie, dall'approvazione di progetti in deroga al piano paesistico dell'arcipelago». Sulla possibile costruzione di nuove strutture alberghiere nelle Eolie, Bono si dice preoccupato «per le inevitabili conseguenze negative che tale provvedimento causerebbe. Le Eolie, riconosciute nel 2000 dall'Unesco patrimonio dell'umanità, rappresentano l'unico sito di carattere naturale che l'Italia annovera nella World Heritage List (gli altri 38 sono tutti di carattere culturale), ma il persistere delle attività estrattive aveva indotto gli organi di controllo dell'Unesco ad avanzare una serie di verifiche, la cui conclusione avrebbe potuto essere, addirittura, quella di una possibile cancellazione dell'iscrizione. «Perdere il prestigioso riconoscimento - aggiunge - significherebbe infliggere un colpo mortale all'immagine e al prestigio dell'arcipelago, oltre che della Sicilia e dell'intero Paese». L'iniziativa di Bono giunge proprio alla vigilia del dibattito all'Ars sulla manovra correttiva di bilancio da 600 milioni. L'esame sarà preceduto da una riunione dei capigruppo della maggioranza. Tra i nodi più importanti da sciogliere, tiene banco la deroga alle norme ambientali alle Eolie per consentire la realizzazione di alcuni insediamenti turistici. Una questione che registra il no dell'opposizione e anche di un esponente del governo, come l'assessore al Turismo Fabio Granata, il quale tentenna anche sulla sanatoria edilizia, per il cui recepimento la Regione prevede un pagamento dilazionato e differenziato degli oneri di urbanizzazione, a seconda delle tariffe praticate nei singoli comuni, mentre si parla della possibilità di ridurre del 20 la cubatura massima sanabile, che a livello nazionale è di 750 metri cubi.