Il più è fatto. Ora la struttura va allargata: servono gli edifici di via La Pergola I lavori costati 1,8 milioni di euro Oltre alle opere strutturali rifatti il foyer, la platea parte dei palchi e i bagni Previsti 540 posti MARCO BARABOTTI PISA. Una benedizione ghiacciata per il teatro Rossi. Quella scena surreale delle signore sedute ai tavoli per la conviviale degli auguri degli Amici dei musei e dei monumenti pisani, con le pellicce strette al corpo e col bavero tirato su fin quasi alla bocca, tra un piatto e un altro, alla fine è svanita, cancellata dalle magiche architetture di questa nicchia di fine Settecento, in parte recuperata, ma che ha bisogno ancora di cure per tornare a vivere come una volta. Una provocazione riuscita di presentare alla città, dopo tanti anni, un teatro in buona parte restaurato, non molto diverso da quello che venne inaugurato il 18 maggio 1771 con l'"Antigone" di Metastasio. Quasi un modo del tutto originale di rivivere quella "prima" della corte granducale, ma anche per dire a quella parte di Pisa più abbiente: contribuite anche voi a farlo rivivere, lo vedete, ne vale la pena! «Riassaporiamo un sogno - ha detto il presidente degli Amici dei musei e monumenti Mauro Del Corso -, con l'auspicio che il teatro di oggi, nell'immagine di quello di ieri, torni ad essere tale domani, in quel percorso degli Uffizi Pisani, l'antico sistema della Corte, della seconda capitale del Granducato». Ecco un autentico gioello del nostro patrimonio culturale che torna piano piano in vita, dopo gli importanti interventi strutturali costati 1,8 milioni di euro, sopravvenuti al dissesto dell'estate del 1966 che portarono al rinforzo della fondazione, al rifacimento dei solai, alla ricostruzione e ai rinforzi delle pareti, al miglioramento della sismoresistenza degli archi scenici. Ma vediamo gli interventi più recenti. Iniziamo dal foyer. Caratterizzato dalle colonne binate che il Gherardesca immaginò in sostituzione delle preesistenti murature e della pavimentazione marmorea a scacchiera, si presentava in condizioni di forte degrado. Oggi risplende. Anche la platea è stata restaurata. Analogolamente sono stati eseguiti saggi sulle pareti di tutti i palchetti. E, soprattutto, sono stati rifatti i bagni. E il domani? «Il suo completo recupero - dice Mauro Del Corso che assieme al soprintendente emerito di Pisa Guglielmo Machiodi, Stefano Bruni, Natale Gucci, Tiziano Panconi, Maurizio Sbrana e altri hanno dato dato vita nel 2009 all'associazione Amici degli Uffizi Pisani - passa attraverso imprescindibili operazioni di restauro scientifico cui peraltro devono accompagnarsi adeguamenti funzionali e impiantistici: il teatro pensato come tessera del più ampio mosaico degli Uffizi Pisani potrà in tal modo vedere al suo interno nuove attività, pur sempre connesse al ruolo di laboratori di idee e di esperienze culturali che da oltre due secoli riveste per la città. Ma il Rossi è un teatro e tale pertanto deve tornare ad essere. Affinché, però, si possa nuovamente calcare le tavole del suo palcoscenico è necessario riuscire a soddisfare molte esigenze sia di natura funzionale che in risposta a precise richieste normative». Ciò anche per non ripetere quello che avvenne il 18 ottobre del 2004 quando scattò il sequestro preventivo per il Rossi, firmato dal procuratore capo Enzo Iannelli, per «avere programmato e realizzato pubblici spettacoli nell'immobile senza averne verificato solidità e sicurezza». Nel mirino della procura finì la manifestazione che si era svolta al Rossi pochi giorni prima, «Il dottor Céline» di Sandro Luporini. Quello spazio fra l'altro aveva ospitato per un anno l'emittente televisiva 50 Canale con la trasmissione "L'impallato" condotto da Andrea Buscemi - a lui il merito, allora, di aver riproposto alla città la bellezza di un gioiello dimenticato - e negli ultimi anni in platea erano stati realizzati diversi spettacoli adatti allo spazio, oltre ad una mostra su Schoemberg. Il teatro Rossi per rivivere ha bisogno di nuovi spazi. «È molto difficile riuscire a trovare tutte le necessarie risposte all'interno dell'attuale volume del teatro - dice il soprintendente emerito ai monumenti Guglielmo Malchiod -, che risente di una forte carenza di spazi di servizio, soprattutto per l'area scenica, e che mal si presta a rispondere efficacemente alle esigenze dettate dalla legislazione vigente in materia di sicurezza». Il gruppo di progettazione che ormai da lungo tempo sta lavorando alla soluzione del problema ritiene oggi che una possibile efficace soluzione sia rappresentata dall'acquisizione del complesso del Rossi degli adiacenti edifici, oggi inutilizzati, che si affacciano in via della Pergola e che un tempo ospitavano gli uffici della Cassa di Risparmio di Pisa. La loro disponibilità consentirebbe di collocarvi tutti quegli spazi encessari all'attività teatrale (camerini, laboratori e così via), mentre il cortile annesso potrebbe costituire una indispensabile via di esodo. «Potremmo avere così - dice ancora Malchiodi - un teatro da 540 posti per spettacoli e concerti. Tanto per fare un esempio: basterebbe poco, intanto, a rendere agibili tutti palchi del primo ordine». Il Rossi potrà far parte un giorno, come speriamo tutti, di quel complesso monumentale degli Uffizi cosiddetti della Corte, che gravita sulla piazza Carrara, nel cuore della città storica e lungo l'importante direttrice turistica piazza del Duomo-lungarno. Sarebbe un riappropriarsi di un'intera parte della città: dal museo Nazionale di Palazzo Reale, già Granducale, alla Chiesa Conventuale di San Nicola, già collegata al precedente da due cavalcavia, fino all'ex complesso monastico, attualmente palazzo Pellegrini, per giungere al Teatro Granducale, oggi Teatro Rossi, da cui era stato ugualmente progettato un collegamento con un altro cavalcavia. Tutto questo a fini museali, espositivi, di attività culturali polivalenti, per creare così un polo culturale di primissimo livello e di grandi spazi, in sinergia con quelli esistenti. I sogni possono diventare realtà: bisogna crederci.
TOSCANA - PISA Recuperato il gioiello del teatro Rossi
Il Teatro Rossi di Pisa è stato restaurato con un budget di 1,8 milioni di euro. I lavori hanno riguardato la struttura, il foyer, la platea e i palchetti. Il teatro è stato restaurato per tornare ad essere un luogo di cultura e arte, come era nel 1771 quando fu inaugurato. Il progetto di restauro è stato realizzato dall'associazione Amici degli Uffizi Pisani e ha coinvolto diversi esperti. Il teatro ha bisogno di nuovi spazi per poter ospitare nuovi spettacoli e attività culturali. L'associazione ha proposto l'acquisizione del complesso degli adiacenti edifici per creare spazi aggiuntivi.
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