Per il Pd sacrificati i diritti dei piccoli per dare il via libera al Parco S. Anna «Con questo provvedimento l'amministrazione è costretta a bloccare altre costruzioni» LUCCA. La mancanza del numero legale fa slittare ancora l'adozione della variante urbanistica e si dimostra più efficace di ogni ostruzionismo a oltranza. Al secondo tentativo l'opposizione riesce quindi a far saltare il banco sfruttando le molte assenze tra le file della maggioranza, presa per stanchezza dai 200 emendamenti presentati dal capogruppo di Governare Lucca, Vincenzo Giorgi. Stasera alle 18 si riprenderà da dove si era rimasti, con Giorgi che di emendamenti dovrà esporne altri 170 e avrà 3 minuti a disposizione per ognuno. Una maratona infinita che costringerà i consiglieri agli straordinari in consiglio, soprattutto quelli di maggioranza, che dovranno essere sempre almeno in 21 per consentire il regolare svolgimento dei lavori. Il primo tentativo, fallito d'un soffio, il centrosinistra lo ha messo in atto intorno alle 13. Al primo appello i consiglieri presenti erano 20, ma alla seconda chiamata in aula ne risultavano 21 perché Giorgi aveva scelto di non aderire all'iniziativa per non correre il rischio di perdere la possibilità di presentare i propri emendamenti all'aula. All'apertura della seduta pomeridiana è stato tutto molto più semplice. 17 consiglieri di maggioranza presenti al primo appello e solamente 20 al secondo hanno infatti costretto il presidente Franco Fabbri a chiudere la seduta e a fare una nuova convocazione straordinaria facendo passare almeno 24 ore dalla precedente. Intanto il presidente di Gl, Piero Angelini, spiega che l'ostruzionismo del suo gruppo non mira a vincere la battaglia ma a puntare la lente sulla gravità di quello che sta succedendo e s'impegna a ritirare l'80 degli emendamenti a patto che il consiglio comunale si prenda una decina di giorni di pausa per analizzare con serenità l'intera proposta di variante proposta dall'amministrazione. «Si tratta di 500 pagine di norme che stravolgono l'intera urbanistica cittadina - spiega - le abbiamo ricevute a mezzogiorno del 20 dicembre e non abbiamo nemmeno avuto il tempo di capire cosa si propone. Solitamente un documento del genere viene discusso in commissione mentre in questo caso si vogliono accelerare i tempi il più possibile». Secondo Angelini «questa variante impedisce di edificare a chi ne aveva diritto per privilegiare ancora una volta i grandi gruppi imprenditoriali. In questi mesi, fino al 4 novembre, dei circa 100mila metri quadrati a disposizione, si sono rilasciati permessi a costruire per 51.643 mq di residenza. L'amministrazione quindi è costretta a vietare nuove costruzioni per residenziale e commerciale a San Marco e Sant'Anna in modo da preservare gli spazi ai progetti per la riqualificazione dello stadio e del parco di viale Einaudi». Per il capogruppo del Pd Alessandro Tambellini si sta togliendo al povero per dare al ricco: «Si impedisce qualsiasi trasformazione funzionale dell'esistente, per non impegnare quantità che devono servire tutte per i piani attuativi tra i quali spicca quello di viale Einaudi. Nel bilancio al 31 dicembre 2009 della società Valore si legge testualmente che quel piano attuativo è ancora vivo e sta per essere adottata una variante al regolamento urbanistico che porterà all'adozione definitiva entro la fine dell'anno. Mi chiedo allora se tutta la fretta impiegata per approvare questa variante sia determinata dalla necessità di rimettere a posto una situazione che si è decomposta nel tempo o da altre necessità, cui si sarebbe portati a pensare da questa singolare concordanza dei fatti».