Trattativa in extremis con i sindacati, a Natale le sale sono rimaste aperte Sciopero a oltranza revocato il 24 dicembre, nei giorni di festa le sale del Madre sono rimaste aperte al pubblico. Ma con pochi visitatori: poiché la notizia dello stop era stata pubblicata sui giornali nell'ultimo giorno utile prima della pausa natalizia, una buona fetta di utenza non ha avuto modo di sapere che lo scenario era cambiato e che l'accesso del museo d'arte contemporanea sarebbe stato comunque garantito. La svolta dopo un incontro presso l'assessorato regionale alla Cultura con i rappresentanti dei lavoratori, della Pierreci Codess e di Scabec, durante il quale sono merse importanti rassicurazioni sul mantenimento degli attuali livelli occupazionali per le società in servizio nella struttura espositiva, anche e soprattutto per l'anno prossimo. Risolto il problema dei posti di lavoro, resta in piedi la polemica. La Fondazione Donnaregina fa sapere, infatti, in una nota di non essere stata invitata al tavolo di trattative: «Come mai si è risolto così all'improvviso un conflitto sindacale che si era inasprito nei giorni scorsi a tal punto da condurre a forme di lotta che si preannunciavano estreme, dopo affollati e agitati presidi all'ingresso del museo? - si legge nel comunicato - durante l'incontro in assessorato si è deciso sull'organizzazione futura del museo senza che un solo rappresentante della Fondazione Donnaregina venisse convocato, né consultato in merito alle questioni poste dai sindacati. Eppure a nessuno può sfuggire che resterebbe prerogativa della Fondazione proporre a Scabec un rigoroso piano gestionale di riorganizzazione e di tagli alle spese del Madre per ridurre al minimo la perdita di posti di lavoro 2011, in base all'annunciata finora mai precisata riduzione delle risorse destinate allo scopo dalla Regione. Ho l'assessore Miraglia in quella riunione ci ha ripensato e, in pieno clima natalizio, ha comunicato di voler confermare per il 2011 il medesimo finanziamento di 2,7 milioni di euro erogato nel 2010? Notizia clamorosa, finora mai filtrata da palazzo Santa Lucia. Ma solo così ci si potrebbe spiegare l'improvvisa e inaspettata retromarcia dei sindacati».