Il Dito medio di Maurizio Cattelan per il Comune è una spina nel fianco. Per evitare l'ennesima spaccatura la giunta ha scelto ieri di non decidere: la discussione sul futuro dell'opera esposta in piazza Affari è rinviata alla prossima seduta convocata per il 4 gennaio, data limite per la scadenza della proroga per l'installazione deliberata nell'ottobre scorso fino al 9 gennaio. È stato così evitato lo scontro prenatalizio, ma le posizioni tra gli assessori restano molto distanti e anche sulla proposta messa sul tavolo ieri per una nuova proroga di sei mesi non mancano i no. Il Dito medio di Maurizio Cattelan per il Comune è una spina nel fianco. Per evitare l'ennesima spaccatura la giunta ha scelto ieri di non decidere: la discussione sul futuro dell'opera esposta in piazza Affari è rinviata alla prossima seduta convocata per il 4 gennaio, data limite perché il 9 scade la proroga per l'installazione deliberata nell'ottobre scorso. È stato così evitato lo scontro prenatalizio, ma le posizioni tra gli assessori restano molto distanti e anche sulla proposta messa sul tavolo ieri per una nuova proroga di sei mesi per l'opera L.O.V.E. non mancano i no. «Sono contrario alla proroga più di tutto afferma l'assessore Carlo Masseroli . Decidiamo: o sì o no. Io sono per il no». Anche perché, nella giunta di ottobre, gli assessori erano stati tutti concordi nel sostenere che sarebbe stata l'ultima proroga. Dopo la decisione dell'artista di donare l'opera al Comune si era posto il problema se lasciarla li o spostarla, e proprio su questo si era aperto il dibattito. Da parte sua, Cattelan aveva poi fatto sapere di non essere favorevole all'ipotesi di un trasloco da piazza Affari. Sul piatto della bilancia anche il dettaglio, non ininfluente, della spesa per un eventuale spostamento del gigantesco dito di marmo, in un momento in cui l'amministrazione ha le casse vuote. «Il Comune deciderà in assoluta autonomia», aveva comunque assicurato il sindaco, Letizia Moratti. Ora il problema si ripropone e le posizioni sono quelle di sempre. Distanti. «Basta proroghe attacca Giampaolo Landi di Chiavenna . Questo tormentone deve finire. Non è accettabile che la giunta debba discutere così tanto tempo di 'sto benedetto dito medio. Per me andrebbe messo in un museo, come altre sculture. Abbiamo appena realizzato il Museo del Novecento». «Se è provvisorio può anche starci, ma non deve rimanere permanentemente lì», aggiunge Maurizio Cadeo. «L'abbiamo messo in piazza Affari temporaneamente e andava bene concorda Andrea Mascaretti , ma per decidere sul futuro della piazza occorre fare un ragionamento. E non so se quello può essere considerato il simbolo della Borsa». «Contrario a lasciarlo lì osserva Giacomo Beretta : se invece si decide di metterlo in un posto chiuso dove se uno vuole va a vederlo allora va bene». Con il responsabile della Cultura, Massimiliano Finazzer Flory, si schierano Stefano Pillitteri, Giovanni Terzi e, con una posizione più distaccata, il vicesindaco Riccardo De Corato. «Per me può restare taglia corto quest'ultimo non credo che questo sia il problema di Milano». «Bene in piazza Affari, ma non per sei mesi: per sempre conferma Pillitteri . Ero perplesso quando è stato installato, ma una volta visto ne ho apprezzato l'affiato metafisico che conferisce alla piana». «Ha avuto un ottimo successo e deve rimanere lì sostiene Giovanni Terzi . Quando ci si rivolge a un grande artista internazionale come Cattelan credo che si debba poi accettare quello che dice». Tutti d'accordo, invece, sull'altra delibera legata alla mostra «Maurizio Cattelan» a Palazzo Reale: le entrate della biglietteria, in totale 56.607 euro, vengono destinate alla Fondazione per il Memoriale della Shoah.