Da Natale a Capodanno turisti privati dell'arte contemporanea. II museo Donnaregina, infatti, resta chiuso per la protesta dei giovani dipendenti della società erogatrice di servizi. «Lo sciopero ad oltranza - si legge in una nota - dichiarato dalla rappresentanza sindacale dei lavoratori della società che fornisce i servizi di biglietteria e assistenza di sala non è destinato a terminare. E purtroppo, nonostante la disponibilità messa in campo dai dipendenti della Fondazione non si è riusciti ad evitare che la fruibilità del museo venisse compromessa». La parola definitiva potrà dirla la Regione «indicando con chiarezza le risorse che investirà nella gestione e nell'anno 2011». NAPOLI - Un Natale orfano di Madre. Fino al 31 dicembre il museo di arte contemporanea Donnaregina resterà chiuso per protesta. «Lo sciopero ad oltranza - si legge in una nota - dichiarato tre giorni fa dalla rappresentanza sindacale dei lavoratori della società che eroga i servizi di biglietteria e assistenza di sala al Museo Madre non è destinato a terminare. E purtroppo, nonostante la disponibilità messa in campo dai dipendenti della Fondazione per garantire i servizi essenziali di accoglienza negli ultimi due giorni, non si è riusciti ad evitare che la fruibilità del museo venisse compromessa». Dunque, in un Natale ampiamente compromesso dall'emergenza rifiuti e dalla crisi, blindato anche il salotto dell'arte contemporanea. I turisti, quei pochi che hanno deciso di venire in città, sono avvisati. E dal museo fanno sapere che già in questi giorni «alcuni visitatori intercettati dai lavoratori radunatisi in presidio davanti all'ingresso del museo, hanno preferito rinunciare alla visita per comprensibili motivi di opportunità e anche per spontanea manifestazione di solidarietà nei confronti dei manifestanti». Fuori la protesta, dentro i pochi dipendenti a garantire il minimo. Una contraddizione che la direzione del museo ha deciso di risolvere chiudendo tutto. E lo sciopero diventa serrata. Anche se «con estremo rammarico». «Non avrebbe senso - continua la nota - insistere e inasprire un conflitto inutile e dannoso per tutti con un gruppo di giovani e qualificati lavoratori, le cui ragioni sono peraltro completamente condivise dai colleghi della Fondazione. La direzione deve quindi comunicare con estremo rammarico che il Museo Madre non potrà essere aperto durante le festività natalizie e che quasi sicuramente non riaprirà a causa dello sciopero in atto fino al 31 dicembre». E sotto l'albero di Natale della Regione ancora un appello «affinché renda pubbliche le sue intenzioni indicando con chiarezza le risorse che investirà nel 2011». Anche perché da società Scabec, a firma del presidente Massimo Lo Cicero, ha comunicato l'altrieri alla Fondazione che, non ricevendo informazioni ufficiali in merito ai finanziamenti regionali, sospenderà dal primo gennaio tutte le attività di servizio». La soluzione? «In tavolo di negoziazione per evitare che la crisi in atto diventi irreparabile» visto che «il Cda della Fondazione ha approvato nei giorni scorsi un programma di tagli che si prevede condurrà a risparmi di grande rilievo sulla gestione futura del Madre».