Nardella: «Partenza con il piede sbagliato». Scambio Renzi-Bondi sui musei La tassa di scopo slitta sulle polemiche e sui fatti concreti. Le polemiche che ieri il sindaco Renzi ha cercato di scansare chiedendo al ministro Sandro Bondi il rispetto degli accordi sulla card dei musei e dei finanziamenti per Nuovi Uffizi e Auditorium del Maggio ma che, incalzato dai giornalisti alla presentazione delle manifestazioni di fine anno in città ha dovuto gioco forza sfiorare: «L'anno scorso i commercianti si lamentavano per gli eventi di fine anno e poi non si trovava un posto a tavola per mangiare neanche a pagarlo oro. Sembra sia la cosa più facile, per chi fa impresa, lamentarsi del Comune». Un chiaro riferimento all'altolà degli albergatori, di Confesercenti e di Confindustria Firenze (anche se mercoledì il presidente Giovanni Gentile su altri temi importanti come il piano strutturale a volumi zero aveva elogiato l'operato del Comune). Il destino della tassa di scopo però è più che mai incerto. Nonostante le rassicurazioni del premier Berlusconi in persona, il contributo di soggiorno non è finito nel calderone del decreto milleproroghe come ipotizzato in un primo momento. Dovrebbe slittare al testo del decreto sul federalismo fiscale, come auspicano gli industriali anche se sotto l'etichetta di legge speciale di cui però non si conoscono i tempi. Dai fatti concreti si torna alle polemiche però. Perché ieri un altro pizzicotto alle categorie e a Confindustria è arrivato dal vicesindaco Dario Nardella: «Sul contributo di scopo il confronto parte con il piede sbagliato. Non è un mistero che anche il Comune preferirebbe una legge speciale, ma intanto sarebbe da irresponsabili non accogliere la disponibilità del presidente del Consiglio di introdurre un prelievo connesso ai flussi turistici come quello già in vigore a Roma». Nardella afferma che il Comune si aspettava maggiore collaborazione dagli albergatori e meno «critiche sterili», perché «questa amministrazione ha lavorato per potenziare il turismo di qualità». Nel 2010, nonostante la crisi, dice il vicesindaco «il mercato turistico fiorentino ha fatto registrare un incremento di circa il 15 per cento». Che Palazzo Vecchio non abbia preso bene la levata di scudi di Confindustria è chiaro. «Non comprendiamo le perplessità di Confindustria ha detto l'assessore al Turismo Elisabetta Cianfanelli il contributo di soggiorno non va ad incidere in maniera forte sulle tasche dei turisti e non penalizza le aziende, ma soprattutto permette a Firenze di investire sul settore». Nardella agli industriali ha ricordato invece quando l'ex presidente di Confindustria Firenze Sergio Ceccuzzi «si dichiarò disponibile al progetto city fund, che aveva le stesse caratteristiche del contributo di scopo». Ma da Palazzo Vecchio c'è chi ha fatto notare un altro precedente, quello dell'attuale coordinatore provinciale del Pdl Gabriele Toccafondi e di una mozione presentata e votata dal gruppo quando sedeva sui banchi di Forza Italia in Consiglio comunale. Toccafondi chiedeva all'allora sindaco Domenici di «intervenire presso il Parlamento e il governo affinché fosse introdotto il contributo di scopo in finanziaria». «Non c'è mai stata incoerenza da parte mia. In quella mozione risponde oggi il coordinatore del Pdl chiedevo in cambio la cancellazione della tassa sui bus turistici che tutt'oggi è già un contributo di soggiorno che va a perdersi nel calderone del bilancio». La tassa di scopo è una partita tutta da giocare. A questo punto, sembra, più in casa che fuori. A Roma infatti il sindaco ha indirizzato altri cinque messaggi: «Il completamento dei finanziamenti per il teatro comunale, quello per il secondo lotto dei grandi Uffizi e la chiusura della partita sul Teatro della Pergola seguita dal dottor Letta. Di questo si occupa lo Stato centrale e il Comune non è parte attiva. Poi c'è la parte gestionale e quindi la card unica per i musei e la questione David. Non aspettano altro che la firma del Ministro Bondi sul protocollo d'intesa che si trova sul suo tavolo. Di certo c'è che, prima della mancanza di sale (dice riferendosi alle polemiche sulla neve, ndr) c'è da anni la presenza invasiva dei cantieri come in piazza dei Giudici o nel piazzale degli Uffizi». La risposta di Bondi è arrivata dopo poche ore: «Come il sindaco di Firenze sa bene sono disponibile da mesi a sottoscrivere il protocollo d'intesa per la gestione dei musei fiorentini, nei limiti del rispetto delle competenze del Ministero e delle prerogative del codice dei beni culturali e del paesaggio».