Centro storico, parte l'offensiva contro mattone selvaggio. Le ruspe entreranno in azione subito dopo la firma della Costituzione europea, dunque a fine ottobre. Entro novembre avranno liberato il I municipio da 3 mila metri cubi di costruzioni abusive. Nel calendario delle demolizioni ci sono strade e piazze bomboniera, vere e proprie eccellenze del centro storico: piazza Navona, Terme di Caracalla, Campo de' Fiori, Testaccio. Sei interventi complessivi che nelle intenzioni del Campidoglio vogliono dare una forte ripresa all'attività di abbattimenti nel cuore della capitale, dove sono stati denunciati con verbale dei vigili urbani oltre 250 abusi dal 1 gennaio 2003 ad oggi. Una giungla di edificazioni senza regole, ampliamenti, capannoni, mansarde, ristoranti pensili, addirittura appartamenti a cui non hanno fatto riscontro finora le demolizioni. Adesso, la task force formata dal gabinetto del sindaco, dall'ufficio comunale antiabusivismo e dal I municipio ha deciso di recuperare il tempo perduto, dando un'evidente accelerata. L'obiettivo è impedire che continuino a proliferare gli abusi venuti su nel più completo disprezzo dellalegge, protetti dal sipario naturale dei tetti di Roma, difficili da individuare perché nascosti nel labirinto di vicoli e vicoletti dove le case si dispongono a grappolo, facendosi scudo a vicenda. «Partiamo con gli abusi che hanno concluso i loro procedimenti, per i quali non può più esserci nessun tipo di contestazione», spiega Luca Odevaine, vice capo di gabinetto del sindaco. Il primo intervento sarà in viale delle Terme di Caracalla. Qui sono sorti tre capannoni per una cubatura complessiva di 600 metri cubi, realizzati in ferro e vetro, addossati ad altri manufatti già esistenti, sempre abusivi. Su questi ultimi non si può per il momento agire perché l'autore dell'abuso ha chiesto il condono e la procedura è in corso. Si demoliscono invece quelli più recenti grazie all'intervento risolutivo del sistema di rilevazione aerea Vista: le foto dimostrano che le costruzioni sono successive al 31 marzo 2003, termine stabilito per poter usufruire della sanatoria. Nello stesso tempo le ruspe abbatteranno 2 mila metri cubi di capannoni a Testaccio, accanto allo storico campo di calcio della Roma. Le costruzioni, di proprietà comunale, erano occupate abusivamente per attività artigianali. Chi le utilizzava aveva anche presentato domanda di condono. Ora i locali sono stati sgomberati e il Comune ha rinunciato alla richiesta di sanatoria per procedere all'abbattimento. Ancora. Verranno cancellate le due costruzioni abusive sulla terrazza dell'appartamento di Anna Fendi, a piazza Navona. Anche in questo caso, l'abuso è stato smascherato grazie ai rilievi aerei. «Gli autori dell'illecito -racconta Odevaine - sono i proprietari precedenti, una società americana». Avevano presentato un progetto per volumi tecnici, dichiaravano di voler realizzare una torretta per l'ascensore sulla terrazza, ma la torretta è diventata una stanza ed il lavatoio è stato sollevato di un metro e mezzo per produrre un locale di 35 metri quadrati. De profundis anche per l'appartamento in via delle Convertite. Il proprietario aveva presentato una"dia", dichiarazione inizio attività, che parlava di manutenzione straordinaria delle sottotettoie. Invece è stato demolito il tetto e creato exnovo un appartamento con ingresso da via delle Convertite e vista su via del Corso. Gli operai smonteranno poi la mansarda di 100 metri cubi sopra una terrazza di via dei Cappellari. La domanda di condono è stata respinta verificando le date della nuova costruzione attraverso le foto aeree. Infine via delle Fontanelle, con un locale di 250 metri cubi sulla terrazza dell'albergo Valadier. La dichiarazione inizio lavori parlava di manutenzione del sottotetto. Tutti gli interventi di demolizione saranno a spese degli autori degli abusi.