Berlusconi: difficile accontentare tutti. Carlo Verdone punta il dito su Bondi ROMA E' difficile esaudire tutte le richieste in un momento difficile per la tenuta dei conti pubblici: così il premier, Silvio Berlusconi, spiega durante la conferenza stampa di fine anno, la scelta di "tagliare" alcune voci del Milleproroghe varato dal consiglio dei Ministri. Voci che peraltro erano appena state rifinanziate con l'ultima Legge di Stabilità. Ma le categorie "colpite" continuano a protestare: in particolare Confindustria, Cgil, Cisl e Uil d'Abruzzo, i rappresentanti dello spettacolo con in testa ieri Carlo Verdone, i rappresentanti della stampa e quelli delle Tv locali. «Mi sono dovuto impegnare - ha spiegato il premier - sul decreto milleproroghe quindi ho ricevuto molte persone che manifestavano aspettative» ma che è difficile esaudire tutte «in momento difficile per la tenuta conti pubblici». In ogni caso Berlusconi si assume un impegno per l'Abruzzo: «spero di poter spostare dal primo di gennaio al primo luglio il termine di pagamento delle imposte per poter dare possibilità alle imprese e all'economia di quel territorio». Protesta Ugl Abruzzo. Confartigianato minaccia la restituzione delle tessere elettorali e Confcommercio l'obiezione fiscale. Mentre per Confesercenti c'è il reale rischio che almeno 400 imprese falliscano. Carlo Verdone punta il dito direttamente sul ministro della cultura: «Bondi non si è battuto. Che si dimetta o no è assolutamente ininfluente: il dato di fatto è che questo governo ha fatto del suo meglio per mortificare la cultura». E Andrea Purgatori, coordinatore dei Centoautori accusa: «così danno un colpo mortale al cinema italiano». Bondi dal canto suo propone di arrivare ad un «accordo condiviso» con il mondo del cinema. C'è però un altro fronte per Bondi con Antonio Irlando dell'osservatorio sul patrimonio culturale che giudica «grave» la decisione di stralciare il Piano Pompei. Protesta a gran voce anche Franco Siddi, segretario generale della Federazione Nazionale Stampa Italiana: «è un'operazione bugiarda, vorrei dire perfino truffaldina, se pensiamo che meno di un mese fa era stato approvato un provvedimento nella legge di stabilità che ripristinava i contributi tagliati illegittimamente nel febbraio scorso. Con questo provvedimento che somiglia ad un vero e proprio fermo ideologico, si rischia di dare un colpo mortale a un settore delicatissimo dell'informazione». Mentre Luca Montrone, presidente dell'Alpi (Tv locali) si augura che «il decreto venga modificato dalla Camera e dal Senato nelle prossime settimane». Infine i benzinai: dopo un incontro con il Governo prendono tempo. Decideranno se scioperare entro due giorni per il mancato rinnovo del bonus fiscale.