Assemblea sulla tassa di scopo concessa e cancellata. I 100 autori: scelte politiche insensate Il movimento «Tutti a casa» si è riunito in assemblea nella serata di ieri alla Casa del cinema per fare chiarezza sulla giornata più confusa seguita al decreto Milleproroghe che ha tagliato Fus e prorogato, quasi una presa in giro, di sei mesi gli incentivi fiscali. Ma è sul prezzo del biglietto che occorre fare chiarezza: «Era passata una linea che abbiamo portato avanti da tempo nel settore dell'audiovisivo, non sulla fiscalità ma sugli introiti che il cinema genera, dice Lorenzo d'Amico del direttivo dei 100 autori, proventi che provengono dalle sale, dalle televisioni e dalle telecomunicazioni. Nel decreto era stato fatto il primo passo, ovvero il prelievo di scopo dal prezzo del biglietto, e in modo truffaldino si è fatto passare come aumento del biglietto. Le grosse catene di esercenti - gli americani - hanno minacciato di aumentare il prezzo del biglietto e poi di smontare tutti i film italiani. Una nostra supposizione è che si sia fatta sentire la diplomazia americana che interviene quando sono in gioco interessi commerciali nei paesi stranieri. Anche gli esercenti italiani si sono mostrati contrari. Di fatto è stato fatto saltare un provvedimento che era già stato preso. Così non aderiremo agli appelli dell'Agis per fare un tavolo comune di concertazione (convocato il 29 al Capranichetta, ndr), visto il modo poco chiaro in cui si sono svolti i fatti». Questo sembrerebbe un modo per spezzare un'unità del fronte di tutti i settori dello spettacolo che per la prima volta hanno manifestato insieme: «paradossalmente gli esercenti che erano sempre stati solidali, tre ore dopo la cancellazione ci hanno telefonato per andare tutti insieme al tavolo, ma non ci incontriamo per concordare con l'Agis che si è dimostrata inaffidabile, anche se le richieste che fa del reintegro del Fus le condividiamo. 1n realtà non siamo in contrasto con l'Agis, ma con l'Anec, cioè con i grossi esercenti dei multiplex- Il settore dell'audiovisivo non vuole solo la battaglia per il Fus. Noi eravamo riusciti a fare un primo passo per finanziare il nostro settore con un meccanismo virtuoso, avremmo fatto giurisprudenza, stabilendo una norma secondo cui i fondi non provengono da una certa parte politica, si sottraggono al ricatto della politica». L'Anac commenta «Pensavamo di aver toccato il fondo, ma ci eravamo sbagliati. Quello che è successo (meglio, che non è successo) al Consiglio dei Ministri ... è un comportamento indegno e disonorevole», anche se stupisce la sorpresa per impegni sempre disattesi, come si intuisce anche dal comunicato del ministro Bondi: «credo tuttavia fermamente nella necessità di rendere stabili, se non addirittura permanenti le misure di tax credit per l'industria cinematografica e ritengo che in questi sei mesi si debba arrivare a una riforma definitiva». I 100 autori infine richiedono che il ministro Tremonti «argomenti le sue scelte economicamente insensate».
I tagli al Fus, la proroga insultante, il club degli esercenti
I 100 autori si sono riuniti in assemblea per discutere della tassa di scopo concessa e cancellata dal decreto Milleproroghe. Il direttivo dei 100 autori ha affermato che il prelievo di scopo dal prezzo del biglietto era stato fatto in modo truffaldino e che le grosse catene di esercenti hanno minacciato di aumentare il prezzo del biglietto e di smontare tutti i film italiani. I 100 autori hanno deciso di non aderire agli appelli dell'Agis per fare un tavolo comune di concertazione e hanno richiesto che il ministro Tremonti argomenti le sue scelte economicamente insensate.
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