Il piano che verrà. Cosimi: il nuovo ospedale a Montenero non ipoteca le scelte Licenze ok solo entro la città già edificata. Più attenzione per l'industria Un porticciolo per la piccola nautica. Attenti alla fascia dalla Fortezza Vecchia all'ex Stazione S. Marco LIVORNO. Il sindaco Alessandro Cosimi ce la mette proprio tutta per convincere il cronista che il nuovo ospedale non è l'ennesimo tentativo di decidere il cuore del futuro Prg prima ancora di affidare l'incarico di progettarlo. Nella messa cantata di fine anno, non ci sta a sentirsi chiedere se i nostri figli che avranno 30-40 anni nel 2030 potranno finalmente vedere un Prg "normale", dopo che il Prg anni '50 è stato strappato dal nuovo quartierone a La Rosa, il Prg Insolera anni '70 è stato subito impallinato dalla sventagliata di case a La Leccia, il Prg Gregotti anni '90 ha creato l'accoppiata di "porte" (a Mare e a Terra) prima ancora di decollare e ora il Prg dell'era Cosimi arriverà solo dopo aver fatto la scelta-clou: dove mettere il nuovo ospedale. «Non è affatto una variante anticipatrice, - dice - non è altro che la conclusione di un dibattito lungo più di vent'anni. Dai tempi cioè in cui si bocciò l'ipotesi di fare l'ospedale a Villa Corridi perché non si voleva far guadagnare il gruppo Fiat che aveva avanzato la proposta». Lo ripete sottolineando due aspetti. La prima: niente strizzate d'occhio alla rendita fondiaria perché il progetto è su aree comunali. La seconda: la destinazione a servizi sanitari era già messa nero su bianco da Insolera trent'anni fa (è dunque solo per una palese svista urbanistica che si è accorti solo adesso se il piano Mariotti 2006 l'aveva immaginato in viale Alfieri). «E ORA L'AFFIDAMENTO» Il brindisi prenatalizio non è solo un cin cin: il sindaco coglie al balzo la palla per annunciare che è sulla rampa di lancio il documento di affidamento del nuovo piano strutturale, il tassello che in tandem con i regolamenti urbanistico e edilizio definirà il Prg prossimo venturo. Da dire che inizialmente a Palazzo civico l'avevano messo in preventivo per fine 2008. L'annuncio sui tempi però è solo l'antipasto della notizia: Cosimi ne approfitta per dire una volta per tutte che sarà «un Prg a volumi zero». Tradotto: non ci sarà nessuna altra fetta di territorio trasformata nell'ennesima pioggia di palazzi e appartamenti. LA "CONCA" E IL MATTONE L'approfondimento bisogna andarlo a cercare fuori dalla sala degli auguri. Resta da capire cosa sarà di Montenero e della sua "Conca", ad esempio: dovrebbero rimanere in piedi le previsioni del Prg attuale (rimaste quasi tutte al palo, l'ingranaggio giuridico non ha funzionato perché c'era da mettere d'accordo tante piccole proprietà). Il tam tam dei tecnici di Palazzo civico lo chiama "ricucitura": l'idea-guida riguarda il bisogno di riconnettere meglio alla maglia urbana esistente le grandi operazioni degli ultimi 15 anni, altrimenti guai e contraddizioni si scaricano ai margini di tali aree. MA L'INDUSTRIA SÌ Niente espansione abitativa ma semmai il recupero di una sfilza di spazi da riusare all'interno della città edificata. E l'industria? Non parla di aree - come, quante, dove - bensì di un «impegno forte sulla possibilità di attrarre investimenti produttivi». Ma il nuovo ospedale a sud non è in direzione opposta alla costruzione di un futuro comune con Pisa? Cosimi respinge al mittente: 1) con i "cugini" ora c'è una intesa che cerca di far quadrare il cerchio fra Livorno che punta sull'espansione del porto e Pisa che fa del Calambrone un polo turistico; 2) un ospedale a sud ha una vocazione extralocale e più facilmente manterrà alte specializzazioni così da spingere finalmente Pisa e salire di livello e occuparsi di trapianti di cuore; 3) si è consolidato il rapporto con l'università. Insomma, il rapporto con Pisa non è fatto di mattoni e aree edificabili... Per quel che riguarda l'estremo opposto del territorio, in zona Romito torna alla ribalta l'idea di contare sulla realizzazione del Lotto Zero (la Variante in tunnel fino a Chioma) per poter trasformare l'attuale Aurelia in eco-strada turistica. Sotto i riflettori del lavorio istruttorio, a quanto è dato sapere, c'è anche la sistemazione dei nuovi orti urbani nella fascia pedecollinare in nome delle attività amatoriali-agricole (ogni riferimento alla patata bollente degli annessi al Limoncino è casuale?). Nessun cenno nell'incontro di ieri eppure il Comune vuol mettere nel disegno urbanistico anche il (futuro) porto con la nuova espansione a mare: comprese le due imboccature per separare portacontainer e love boat. Ma nel menu ci sono anche altre questioni incandescenti: come un secondo spazio per la nautica oltre il Porto Mediceo (per dare risposta al "popolo delle barchette" e riqualificare i Fossi); come il riassetto dalla Fortezza Vecchia alla Stazione San Marco. Senza contare che sembra rispuntare l'idea di un polo fieristico. IDEA SCUOLA: IL CAMPUS Occhi puntati anche sulle scuole: magari con la riaggregazione in un unico edificio delle scuole sparse a Montenero. Ma l'interrogativo più forte riguarda l'altissima concentrazione di istituti superiori fra piazza Due Giugno e il Cisternone, cinquemila ragazzi in poche centinaia di metri. E allora? Probabile che il Comune chiederà ai progettisti del nuovo Prg di prevedere un campus per l'educazione tecnico-scientifica.