L'intero «pacchetto Pompei» è sparito dal decreto Milleproroghe nel quale era stato introdotto. Se ne riparlerà, non si sa quando. Si spera entro gennaio. Ovviamente, il mancato inserimento ha mandato in fibrillazione le organizzazioni sindacali. Per la Cultura italiana, il «Piano straordinario» per Pompei annunciato qualche settimana fa dal Ministro Bondi doveva essere l'argomento più importante all'ordine del giorno nel Consiglio dei Ministri di ieri mattina. Una sorta di progetto virtuoso che attraverso l'intervento di una task force di specialisti (architetti, archeologi, maestranze specializzate) avrebbe cambiato il destino della città. Pompei. Per la cultura italiana, il «piano straordinario» per Pompei annunciato qualche settimana fa dal ministro Bondi doveva essere l'argomento più importante all'ordine del giorno nel Consiglio dei ministri di ieri mattina. Una sorta di progetto virtuoso che attraverso l'intervento di una task force di specialisti (architetti, archeologi, maestranze specializzate) sarebbe stato capace di cambiare il destino della città dopo il crollo della Schola Armaturarum, il 6 novembre scorso, e i cedimenti di altri elementi architettonici nelle giornate successive. Tutto rimandato, invece. L'intero «pacchetto Pompei» è sparito dal decreto Milleproroghe nel quale era stato introdotto. Se ne riparlerà. Non si sa quando. Si spera entro gennaio. Ovviamente, il mancato inserimento ha mandato in fibrillazione le organizzazioni sindacali. La segreteria nazionale della Uil Bac ha difatti espresso «rammarico per gli interventi per Pompei che erano stati annunciati e inseriti nella bozza di decreto Milleproroghe e che sono stati eliminati. Auspicando, tuttavia, che entro la fine dell'anno ci possa essere un altro Cdm nel quale si possa affrontare la situazione di Pompei perché, altrimenti, si tratterebbe dell'ennesima promessa non mantenuta». «Non vorrei che ci fosse la volontà di dimostrare che Pompei non funziona e far partire qualche progetto particolare come quello che adesso viene chiamato Fondazione Pompei», sottolinea Claudio Calcara di Cisl Beni Culturali: «Siamo alle chiacchiere, anche perché c'è una legge che impedisce di assumere». Per il ministero, invece, si tratta solo di un rinvio. Il perché dello stralcio, hanno sottolineato in Cdm, starebbe nel considerare il piano presentato come «troppo ordinamentale». Che significa? Significa che il provvedimento per Pompei sarebbe andato bene se si fosse trattato di un decreto legge omnibus, dove può entrare di tutto e di più. Invece, per la città degli scavi venivano ipotizzate proroghe che in realtà non erano tali e «per questo alla firma del Capo dello Stato sono state mandate solo le norme che erano veramente proroghe dei termini», osservano in Via del Collegio Romano. Nel decreto messo a punto per Pompei di proroghe vere e proprie ce n'erano del resto ben poche. Uno dei punti maggiormente interessanti è quello che prevede l'assunzione immediata di 25 funzionari e di 50 maestranze qualificate con il compito di affiancare il sooprintendente - appunto ieri, Teresa Cinquantaquattro ha firmato per una nomina quinquennale - nel portare avanti piani di manutenzione straordinaria del sito e affrontare impegni ancora aperti. Altra norma è quella che consente alla Soprintendenza speciale di Napoli e Pompei l'utilizzo di fondi messi a disposizione da enti senza le lungaggini burocratiche che le norme precedenti imponevano. Ancora, ci sarà la possibilità per i privati di sostenere sponsorizzazioni del sito senza che un solo euro vada in tasse. Insomma, come si può ben vedere, di «proroghe» vere non c'è traccia. Alla fine, in Cdm si è trovato un accordo in base al quale il «Piano» verrà ripresentato dal ministro Bondi per essere approvato all'atto delle conversione in legge del decreto, «considerato che - fanno sapere dal Mibac - c'è l'ok dei ministeri competenti: Funzione Pubblica, Tesoro e Economia». Nessun accenno, invece, sul ritorno alle due soprintendenze: Pompei (con Ercolano, Oplontis, Stabiae e Boscoreale) e Napoli, al posto dell'unica attuale
L'intero pacchetto Pompei è sparito dal decreto Milleproroghe
Il pacchetto Pompei, introdotto nel decreto Milleproroghe, è stato eliminato. Il mancato inserimento ha mandato in fibrillazione le organizzazioni sindacali. Il piano straordinario per Pompei, annunciato dal ministro Bondi, doveva essere l'argomento più importante all'ordine del giorno nel Consiglio dei Ministri. Tuttavia, il provvedimento è stato eliminato e non si sa quando si riparlerà. Si spera che il piano venga ripresentato per essere approvato all'atto delle conversioni in legge del decreto. Il ministero ha sottolineato che il piano era troppo ordinamentale e che non c'erano proroghe vere e proprie.
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