Si chiama 'smaltitoio' ma in realtà la spartana definizione non gli rende merito. Ad ogni modo, per chi mastica un po' di archeologia, non ci sarà alcun problema. E' un termine tecnico che non ha segreti. Per tutti gli altri qualche insidia la nasconderà senz'altro. Lo smaltitoio è un antico pozzo realizzato con mattoni e pietre disposti in maniera tale da consentire la dispersione dei liquami. Un capolavoro dell'ingegneria medievale. Uno dei tanti 'tesori' archeologici rinvenuti a Firenze nella zona di piazza del Grano retrostante l'ala orientale degli Uffizi un'area che in queste settimane è sulla bocca di tutti per la querelle Isozaki - dall'équipe della Cooperativa Archeologia e dalla Società Ares, e «annunciati» nei giorni scorsi dal ministro Urbani. Tesori di cui in questi giorni si fa un gran parlare, ma dei quali, a conti fatti, si sa poco e nulla. Prendendo spunto dal reportage comparso sulla rivista Archeologia Viva, cerchiamo allora di capirci qualcosa in più. Nel corso delle ricerche, oltre al già citato smaltitoio, sono emersi tantissimi splendidi reperti. Torri, cantine, chiostri, muraglie, vicoli in acciottolato. Un'infinità di manufatti di straordinario rilievo storico. Ma procediamo con ordine. Il sito è medievale e tutti i resti venuti alla luce sono cronologicamente collocabili tra il Duecento e il Trecento. Il XIII secolo fu, per Firenze, un periodo di incredibile fervore urbanistico durante il quale, specie dopo la nomina a podestà di messer Rubaconte da Mandello, architetti e ingegneri si prodigarono nella realizzazione di nuovi e più funzionali assetti stradali, pavimentazioni e abitai. E' così che oggi, a un tiro di schioppo dalle vestigia romane del centro storico, saltano fuori tante meraviglie del medioevo. A sud del complesso di San Piero in Scheraggio, infatti, gli archeologi hanno trovato i resti di un nucleo residenziale ben distinto dalle, strutture romaniche dell'antica via Baldracca (oggi via Lambertesca). Sono poi emerse diverse vestigia di un'area cimiteriale. Intorno ad un piccolo chiostro, piuttosto malridotto a causa degli interventi vasariani, sono state rinvenute interessanti arche gentilizie -su una delle quali vi sono tracce di uno stemma con le 'palle' - nonché alcuni reparti a cassettone. Ma torniamo all'abitato. Nonostante numerose mutilazioni, nel pozzo di una cantina sono riaffiorati meravigliosi frammenti di maioliche. Testimonianze di una Firenze in piena fase di rilancio morale e materiale. Come rivelano proprio i suggettivi vicoli acciottolati, frutto di continui riammodernamenti medievali culminati, nella seconda metà del Duecento, con la nascita della viabilità ardentemente bramata dai rappresentanti del Primo Popolo, il nuovo governo democratico. E le ricerche non si fermano qui. Non potrebbero farlo. Chissà quanti altri antichi tesori, nascosti in un tempo senza tempo, ci aspettano all'ombra della torre di Arnolfo. Pronti a raccontarci un'altra storia.
I tesori segreti della Firenze prima degli Uffizi
Un pozzo chiamato "smaltitoio" è stato scoperto a Firenze, in un'area retrostante gli Uffizi. Il pozzo è stato realizzato con mattoni e pietre per consentire la dispersione dei liquami. È stato scoperto durante le ricerche per una querella tra due gruppi di persone. Altri reperti archeologici sono stati trovati, tra cui torri, cantine, chiostri e muraglie. Tutti i reperti sono cronologicamente collocabili tra il Duecento e il Trecento. Gli archeologi hanno trovato anche vestigia di un'area cimiteriale e di un nucleo residenziale distinto dalle strutture romaniche. I reperti mostrano una Firenze in piena fase di rilancio morale e materiale durante il medioevo.
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