Bonifazi ripercorre il lavoro svolto dalla sua amministrazione, dai risparmi sul personale ai lavori pubblici «Quattro anni di conti in ordine» GROSSETO. «Lavoro per il futuro, non per vedere risultati immediati». Il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi cita De Gasperi e la sua differenziazione tra "il politico e lo statista" per rispondere a chi gli fa notare che nel bilancio di fine mandato, nell'elenco delle cose fatte non ci sono grandi opere che lascino un segno tangibile del passaggio di questa amministrazione. Bonifazi, nel tradizionale incontro di fine anno con la stampa, indica quelli che sono stati i cardini della sua amministrazione: in particolare il sociale, la cultura e lo sviluppo economico. Tre ambiti di lavoro in cui - spiega - i risultati, se ci sono, si vedono nel medio-lungo termine. La premessa di tutto, però, è il risanamento dei conti pubblici passati da uno squilibrio strutturale di bilancio di otto milioni di euro l'anno al rispetto, per quattro anni consecutivi, del Patto di stabilità. Conti che sono tornati in ordine - spiega il sindaco - grazie all'abbattimento dell'indebitamento, al recupero dell'evasione fiscale - circa due milioni di introiti in più ogni anno con un lavoro capillare fatto su Ici e Tarsu, che andrà avanti anche nel 2011 - e alla riduzione dei costi per il personale e per le consulenze. «Sul personale - dice - siamo passati da un costo di 21,6 milioni di euro del 2007 ai 20,5 milioni di quest'anno e abbiamo risparmiato 400mila euro solo per i dirigenti. Le consulenze sono state gradualmente ridotte dagli 800mila euro del 2005 ai circa 200mila euro del 2010». E poi il bilancio è tutto un elenco di interventi, a partire da quelli della manutenzione della città - circa 8 milioni dal 2007 a oggi per strade e marciapiedi - alla riqualificazione delle Mura con i lavori che stanno per ripartire (sempre che, dal ministero, arrivi l'ok alla caffetteria) dalla ripavimentazione di Istia d'Ombrone ai lavori per le opere di urbanizzazione di Marina di Grosseto, lato sinistro del San Rocco. Il cruccio del sindaco è di non aver potuto spendere abbastanza per Roselle e per la stessa Marina, ma la soddisfazione di aver messo mano all'edilizia scolastica, intervenendo su 32 dei 46 edifici di competenza del Comune e avviano i lavori dell'asilo di via Mozambico, «il primo realizzato dagli anni '80». Poi c'è la manutenzione dei 260 ettari d verde pubblico attrezzato, degli impianti sportivi, il sogno di andare in bici da via Giotto a Roselle e l'abbattimento di barriere architettoniche. Per quanto riguarda lo sviluppo, il sindaco ricorda l'individuazione di nuove aree per insediamenti di attività produttive e la decisione di realizzare la cittadella dell'artigianato, in zona nord, che potrà ospitare circa duecento nuovi capannoni. Ma Bonifazi ricorda anche che per sostenere il piccolo commercio il regolamento urbanistico, che è in via di adozione, dimezzerà le cubature commerciali previste «eliminando dalle previsioni undici medie strutture di vendita». I fiori all'occhiello, però, sono la cultura e il sociale. Sul primo fronte il sindaco non cita solo l'acquisto del Moderno, ma parla di investimenti senza precedenti: da 2,4 milioni spesi nel 2005 a 3,3 milioni spesi quest'anno, per mantenere in piedi il sistema dei musei, della biblioteca che ha visto incrementare tutti gli indici statistici. Per quanto riguarda il sociale, l'amministrazione ritiene di aver difeso un alto livello di welfare, investendo quasi 5 milioni e mezzo all'anno nel settore socio-sanitario e socio-assistenziale gestito dal Coeso, migliorando l'offerta scolastica su cui il Comune ha investito circa 8 milioni di euro l'anno, mantenendo bassissimi i costi dei servizi per gli utenti, e affrontando il problema della casa con lo sblocco di 4 piani peep per circa mille alloggi, ma garantendo anche un contributo affitto alle famiglie in difficoltà.