La battaglia di GL, che presenta 200 emendamenti «per evitare che si favoriscano le cordate a discapito dei privati cittadini» IL.BO LUCCA. A rimetterci saranno le zone "più virtuose", come Antraccoli, Tempagnano, San Cassiano a Vico. Ma anche la zona di S. Maria a Colle, Arliano, Maggiano: in un colpo solo, con la nuova variante urbanistica si vedono cancellare la possibilità di costruire case. La superficie residenziale non utilizzata - 80mila metri quadri nel primo caso, quasi 6mila nel secondo - verrà messa nel calderone generale, per far tornare i conti del regolamento urbanistico. E per consentire alcune operazioni immobiliari - come quella programmate dal gruppo Valore a S. Anna e allo stadio Porta Elisa - che hanno necessità di intercettare ancora tutta la superficie disponibile per non far sballare il piano strutturale. Con queste premesse oggi è in programma una seduta fiume del consiglio comunale chiamato, su ordine del sindaco, ad adottare la variante prima di Natale. Ma si preannuncia una seduta con strascichi anche al di fuori di palazzo Santini: Governare Lucca annuncia un nuovo esposto alla Procura, sostenendo che la variante "rivoluzionata" in corso d'opera sia illegittima. E tanto per rallentare i tempi dell'adozione, il capogruppo Vincenzo Giorgi ha protocollato 200 emendamenti da discutere in aula, visto che non c'è stato tempo di esaminarli in commissione urbanistica. Anche il resto dell'opposizione si presenterà stamani in consiglio con diversi emendamenti e non è escluso un colpo di mano della maggioranza per cassarli in blocco, per poi riesaminarli in sede di osservazioni alla variante. Prima dell'approvazione definitiva, contro il quale si scaglia il presidente di Governare Lucca, Piero Angelini. LE ULTIME COSTRUZIONI L'attacco di Angelini parte dai numeri: nell'ultimo anno, stando ai dati forniti dal Comune, con la ripresa del rilascio delle concessioni edilizie, sono stati autorizzati nuovi insediamenti residenziali per oltre 51mila metri quadri. A esaurire i quantitativi di nuovi appartamenti (comprensivi dei piani attuativi anche solo adottati, come quello di viale Einaudi a S. Anna) mancano solo 54.513 metri quadri, perché in alcune zone (proprio come S. Anna) sono state rilasciate concessioni o autorizzati piani per una superficie che sfora di quasi 18mila metri quadrati quella consentita dagli strumenti urbanistici che il consiglio comunale deve variare. Un dato altrettando preoccupante è quello di San Concordio, dove si è già superato il limite di superficie residenziale di 16.630 metri quadri. LE ACCUSE Per effettuare una vera programmazione - attacca Angelini - era necessario «modificare il regolamento urbanistico, per "per porre un freno alle cordate di affaristi che vogliono spartirsi il territorio" come avevamo scritto anche le programma elettorale del ballottaggio di Mauro Favilla. Invece nulla di tutto questo è avvenuto». La proposta di Governare Lucca - ricorda Angelini - era di «approvare subito un nuovo piano strutturale, utilizzando le quantità residue del vecchio (quello che non si è costruito finora, insomma) senza prevedere nuovo consumo di territorio, ma soprattutto riuso. Il sindaco, però, non ha accettato l'idea perché non voleva mettere in discussione i diritti acquisiti, che per noi non sono tali, del gruppo Valore». LE CONSEGUENZE Per mandare avanti le grandi operazioni immobiliari - prosegue Angelini - il Comune «elimina le Utoe (le aree nelle quali è suddiviso il territorio a fini urbanistici), blocca l'edilizia commerciale e produttiva, a cominciare da San Marco-San Vito, abolisce le case popolari e mette limiti anche all'edilizia direzionale «mentre - conclude Angelini - la superficie residua sarebbe dovuta andare ai cittadini e non alle cordate».