Gli scavi archeologici di piazza del Grano sembrano diventati, negli ultimi tempi, l'argomento più stimolante (e scottante) del panorama culturale fiorentino. Nulla da eccepire, ben vengano questi rinnovati interessi culturali. Se non fosse per il forte sospetto che tante attenzioni siano più appendice di contrasti d'altra natura, che figlie di un naturale interesse storico. E comunque a Firenze storia e attualità sono sempre andate di pari passo. Fino a qualche tempo fa si dibatteva quotidianamente sugli scavi di via del Proconsolo. Subito una precisazione: «Tra gli scavi di via del Proconsolo e quelli di piazza del Grano non esiste la benché minima relazione». A sostenerlo è il professor Angelo Bottini, soprintendente archeologico della Toscana. Professore, ci sono davvero differenze di natura archeologica tra due luoghi così vicini? «Certamente. Quello di via del Proconsolo è un sito romano. La sua importanza deriva dalla presenza di una delle due torri che controllava l'accesso a via Dante Alighieri e di un' antica 'fullonica', una sorta di tintoria. In piazza del Grano invece ci troviamo di fronte a un sito prettamente medievale. Tutta un'altra cosa». Cosa si sente di dire riguardo allo scavo in piazza del Grano, dove dovrebbe sorgere la «pensilina» di Arata Isozaki? «Grazie ai fondi messi a nostra disposizione, abbiamo compiuto ogni genere di accertamento archeologico sulle preesistenze rintracciando molti manufatti medievali. Purtroppo la ricerca non risulta completa perché non si è potuto lavorarare sul lato meridionale del sito a causa del cantiere ancora aperto a ridosso di Palazzo Vecchio». Qual è invece la situazione in via del Proconsolo? «Posso dirle che nel luglio scorso, in questo luogo romano, abbiamo scoperto inaspettatamente anche un livello di frequentazione etrusco. E' un sito di grandissimo rilievo ma, a differenza dell'altro, si trova in una proprietà privata, e quindi tutto è assai più complicato. Per il momento si stanno cercando di conciliare i processi di ricostruzione dell'edificio sovrastante con le aspettative della ricerca scientifica».
Manufatti preziosissimi, si procede
Gli scavi archeologici di piazza del Grano a Firenze sono diventati un argomento di attenzione. Il professor Angelo Bottini, soprintendente archeologico della Toscana, afferma che ci sono differenze di natura archeologica tra i due siti, uno romano e l'altro medievale. Gli scavi di piazza del Grano hanno rivelato manufatti medievali grazie ai fondi messi a disposizione, ma la ricerca non è completa a causa del cantiere vicino a Palazzo Vecchio. Invece, gli scavi di via del Proconsolo hanno rivelato un livello di frequentazione etrusco inaspettato. Il sito è in una proprietà privata, quindi la ricerca è più complicata.
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