Il villaggio Mareneve sarà rivalutato Il Consiglio provinciale ha votato l'atto al termine di due sedute notturne, caratterizzate dallo scontro tra Pdl ed Mpa che si è spaccato. Tra i beni che finiranno sul mercato anche Villa Patrizia e le cantine Ave di Linguaglossa Il Consiglio provinciale, al termine di una seduta notturna, conclusasi all'alba di ieri, ha detto sì al piano di dismissioni immobiliari. Con 16 voti favorevoli (13 Pdl, 1 Udc e due Lista Musumeci), cinque contrari (3 Mpa e 2 Comunisti e Rifondazione) e 5 astenuti (2 Pd e 3 Mpa contrari alla linea del capogruppo) l'Assemblea ha dato mandato all'amministrazione Castiglione di avviare le procedure per i bandi di vendita di alcune strutture definite poco produttive. L'elenco approvato dall'assemblea comprende 15 abitazioni più 10 box auto in via Chisari a Catania, la caserma di pubblica sicurezza «Rinaldi» di corso Italia, (base asta di 9mln 915 mila euro) gli alberghi «Sicilia» di Giarre e Paternò, l'ex albergo diurno di Militello, la villa «Patrizia» e l'ex cantina «Ave» di Linguaglossa per un valore complessivo a base d'asta di 16 milioni496mila euro. Inoltre su proposta del Mpa che ha presentato un emendamento, fatto proprio dall'amministrazione, all'elenco vanno aggiunte tutte le case coloniche della Provincia. Dal piano delle dismissioni è stato tolto il complesso turistico alberghiero «Mareneve» di Linguaglossa che l'amministrazione, su richiesta del Consiglio, rivaluterà attraverso un progetto di project financing. Ci sono volute due sedute fiume per arrivare all'approvazione delle dismissioni, segno delle difficoltà che oggi incontra in Consiglio la maggioranza, dopo lo scontro col Mpa che sulle dismissioni ha presentato più di una settantina di emendamenti. Ieri il capogruppo dell'Autonomia, Mimmo Galvagno ha contestato nel merito sia l'approvazione che la decisione di non discutere 35 emendamenti presentati dal suo partito: «Molto probabilmente presenteremo ricorso sulla decisione del vicesegretario generale che ha ritenuto legittima la possibilità per l'amministrazione di fare proprio alcuni nostri emendamenti senza discuterli. La seduta non è stata quindi chiara, democratica. Quanto è avvenuto ieri sera è l'ennesima arroganza di chi non vuole fare le cose per bene. Il Mpa si chiede perché tutta questa fretta per approvare il Bilancio. Cosa credono che un piano di investimenti di centinaia di milioni possa essere liquidato in pochi minuti? E poi vorrei aggiungere un'altra cosa. Il Mpa vorrebbe sapere ufficialmente perché il piano triennale delle Opere pubbliche stanzia 54 milioni per Bronte e 39 per Acireale. Non è forse per aiutare Comuni le cui amministrazioni sono molto vicine a quelle della Giunta provinciale?». Al capogruppo del Mpa risponde il Pdl con Gianluca Cannavò che contemporaneamente attacca il presidente del Consiglio, Leonardi: «Il presidente ha fatto un atto di forza per rallentare l'approvazione del Bilancio. Comunqne è tutto l'Mpa che cerca di fare ostruzionismo». Sulla dismissioni da registrare la difesa di villa Patrizia dei consiglieri Valerio Marletta (Rifondazione) e Salvo Patanè (Pd). Per Marletta «i beni culturali non possono essere venduti. Noi siamo per la loro valorizzazione». Patanè, invece, oltre a schierarsi a difesa di villa Patrizia ha parlato di un atto d'indirizzo a sua firma che «impegna l'amministrazione a reinvestiere le somme della vendita dei beni nei territori dai quali provengono». 23122010