Il ministro per i beni culturali Sandro Bondi ed il sottosegretario Mario Mantovani, delegato per i beni demaniali, saranno a Trento nel mese di gennaio per visitare l'edificio del vecchio carcere di via Pilati, su invito del senatore Giacomo Santini. Il nuovo carcere è entrato in funzione, ma permangono le preoccupazioni per le sorti della vecchia struttura di via Pilati. In difesa del penitenziario, da anni, sono impegnate varie associazioni, capeggiate dal Fai e da Italia Nostra, che hanno presentato la proposta di conservare il corpo più antico dell'edificio annesso al Palazzo di giustizia e che presenta identici pregi architettonici, artistici e storici. La Provincia, come è noto, è invece decisa a radere al suolo tutto il complesso per costruire parcheggi sotterranei e palazzi moderni per gli uffici giudiziari. Ora che il nuovo carcere è stato trasferito al demanio dello Stato, quello vecchio è passato alla Provincia, ma lo Stato centrale conserva un potere di interlocuzione e forse - auspicano le associazioni - anche di veto sulla destinazione d'uso della struttura. Le organizzazioni decise a proteggere l'antica struttura hanno raccolto oltre 5.000 firme. Tra i firmatari figurano personaggi del mondo della cultura, dell'arte, della scienza, della politica, docenti universitari, urbanisti, architetti e semplici cittadini.