Sandro Bondi dopo i crolli aveva promesso misure per tutelare l'immenso patrimonio archeologico, ma ieri sono state depennate Doveva essere un segnale dell'attenzione del governo nei confronti di Pompei. «Il decreto milleproroghe conterrà misure straordinarie per gli scavi archeologici», aveva detto Sandro Bondi. Ma ieri a sorpresa di quelle misure nel provvedimento non c'è nessuna traccia. I crolli di novembre della Schola Armaturarum e della casa del Moralista avevano acceso i riflettori sull'incuria in cui versa il nostro immenso patrimonio archeologico e sulle responsabilità del ministro. Per quei crolli sul Sandro Bondi pende ora una mozione di sfiducia. Il capo del dicastero era sicuro di tacitare le proteste che da più parti si erano sollevate contro di lui Ma qualcosa non ha funzionato e le misure dopo essere state annunciate sono state stralciate. Il motivo? Secondo il ministero risiederebbe nel carattere «troppo ordinamentale» del provvedimento stesso. Ora si prende tempo. E i funzionari del ministero si augurano che il piano possa essere velocemente convertito in sede di discussione alla Camera e al Senato. Il testo stabiliva, tra l'altro, il ritorno della soprintendenza autonoma di Pompei con poteri più incisivi per la tutela del sito. Inoltre, la bozza milleproroghe prevedeva un anno in più per utilizzare le graduatorie del personale da assumere per le aree archeologiche di Pompei E anche un piano straordinario di manutenzione con aumento di personale tecnico e invio immediato di una task force di archeologi, architetti e operai specializzati per realizzare tutti gli interventi necessari. Ora si ricomincia da zero.