Premio Terna. No all'installazione nel giorno della vernice. Croppi: «Formalismi pretestuosi» La Soprintendenza «spegne» l'opera di Maurizio Nannucci «No more excuses», basta scuse: titolo perentorio, se non fosse che a spegnere il neon di Maurizio Nannucci al Tempio di Adriano è stata la soprintendenza peri Beni archeologici. La sua scritta luminosa, ideata per la terza edizione del Premio Terna - la collettiva di arte contemporanea «( 150) Visione: Origine e Potere. Energia attraverso le generazioni» si potrà visitare fino al 14 gennaio - doveva dipanarsi sulla facciata. Gli organizzatori dell'iniziativa, che l'anno scorso ha registrato più di 30 mila visitatori in venti giorni, puntavano sull'immagine d'impatto. Ma ecco il blackout: no all'installazione su uno dei luoghi più blindati della città. E dire che in questi giorni si è consumato un altro incidente simile:. l'opera di Piero Golia bandita dal muro cieco di un palazzo in via Masaccio, accanto al Maxxi. A bloccarla sono stati gli abitanti, ostili per vecchie ruggini con il cantiere del museo. E la ragione dello stop al Tempio di Adriano? il vincolo diretto sul monumento e su piazza di Pietra. Il ragionamento della Soprintendenza sarebbe questo: la scritta al neon avrebbe compromesso la visuale e la godibilità del colonnato antico. Non solo: i tiranti di sostegno avrebbero interferito con la struttura. E mentre si cerca un «accomodamento» - al vaglio location alternative come il Palaexpo - è polemica. Il titolare capitolino della Cultura non riesce a trovare una spiegazione plausibile: «Da quanto mi riferiscono - precisa Umberto Croppi - l'obiezione è che si sarebbe toccato il muro». Ministero prussiano? «Nessuno si sognerebbe mai di piantare chiodi! - argomenta l'assessore - Ma sembrano formalismi pretestuosi». Un'occasione mancata, dunque:. «L'arte contemporanea - insiste Croppi - non solo può, ma deve dialogare con quella antica!». Nannucci si sfila dalla diatriba: «No comment». Per la vernice «mutilata», l'imbarazzo rimane: ««L'illuminazione notturna con gelatine blu - rivela Giovanni Buttitta, responsabile Comunicazione di Tema - è stata autorizzata solo per la prima sera...navighiamo a vista!». Peccato per il concorso ideato dal colosso privato, numero uno in Europa per la trasmissione di energia, d'intesa con il Mibac. «La nostra filosofia - ha ribadito ieri Luigi Roth, presidente del gruppo - è quella di restituire valore alla società attraverso la cultura». Spirito che si riflette nel percorso espositivo, a cura di Cristiana Collu e Gianluca Marziani. Formula immutata, per uno spaccato trans-generazionale con punte di eccellenza come Ettore Spalletti (vincitore per la categoria Terawatt) e nuovi talenti come Marinella Senatore e ZimmerFrei (premio Musei).